Calabria, ottenevano appalti per mano della 'ndrangheta Gdf arresta trentacinque imprenditori

7 L.203/1991, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione e falso ideologico in atti pubblici nonché al sequestro preventivo di n. 54 imprese aventi sede su tutto il territorio nazionale.

Reggio Calabria - C'è anche un funzionario dell'Anas ed alcuni dipendenti di uffici tecnici di Comuni della Piana di Gioia Tauro tra le 35 persone sottoposte a fermo nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalle Direzioni distrettuali di Reggio Calabria e Cosenza e condotta dai finanzieri dei comandi provinciali delle due città.

La 'ndrangheta aiutava imprenditori di rilievo affinché ottenessero appalti. La capitale è di Nuovo coinvolta in una doppia maxi operazione della guardia di finanza che ha smantellato un'associazione per delinquere finalizzata appunto alla turbativa di gare d'appalto nel settore pubblico, in particolare quello che si occupa di manutenzione stradale.

Secondo l'ipotesi investigativa un noto imprenditore si sarebbe servito della protezione del "clan Muto" e del referente della cosca cosentina "Lanzino - Ruà - Patitucci" per ottenere appalti della Provincia di Cosenza nel periodo che va dal 2013 al 2015.

Le indagini hanno accertato il diretto coinvolgimento del gruppo imprenditoriale Bagalà, che ha costituito e consolidato nel settore degli appalti pubblici in Calabria una posizione di assoluto predominio, sfruttando l'appartenenza alla nota cosca Piromalli, tra le più potenti della 'ndrangheta. Ulteriori dettagli saranno forniti in una conferenza indetta questa mattina presso il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, alla presenza del Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, unitamente al Procuratore Aggiunto Calogero Gaetano Paci, e del Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Catanzaro, Dott.

Altre Notizie