Usa, un giudice federale blocca anche il secondo muslim ban di Trump

Insomma, parole di fuoco contro i giudici, toni assolutamente insoliti per un presidente degli Stati Uniti, come ha riconosciuto, con un mix di vittimismo e sfrontatezza che è una delle principali chiavi di successo con la sua base elettorale, lo stesso Trump.

Secondo il giudice Derrick Watson, eletto da Barack Obama, la sospensione per almeno 90 giorni degli ingressi in Usa di cittadini di sei nazioni prevalentemente musulmane (Libia, Iran, Somalia, Sudan, Siria e Yemen) non è altro che una discriminazione religiosa che viola la Costituzione americana. Poco dopo che era stata resa nota la sentenza, Trump e' apparso a una iniziativa a Nashville e si e' scagliato contro il giudice accusandolo di "un abuso giudiziario senza precedenti" preso "per ragioni politiche".

Fino a lasciare intendere di preferire comunque il primo ordine esecutivo "quello che volevo".

Non c'è pace per il bando anti immigrazione di Trump. E non mancò di scagliarsi contro i giudici accusandoli di essere politicizzati. Non è la prima volta che l'esecutivo viene bloccato: il 6 marzo scorso era stata bocciata la seconda proposta per gli stessi motivi con cui anche la sua prima versione, del 27 gennaio, era stata sospesa dal giudice federale di Seattle dando il via ad una battaglia legale arrivata alla Corte d'Appello di San Francisco, che confermò temporaneamente la decisione. Nonostante il 'nuovo bando' riduca da sette a sei i paesi a maggioranza musulmana interessati, cancellando dalla lista l'Iraq in risposta alle preoccupazioni espresse dal Pentagono circa le possibili ripercussioni nel rapporto con il governo iracheno in particolare per il suo impegno nella lotta all'Isis.

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