Sequestrato, derubato e ucciso per soldi: risolto l'omicidio del sarto militare FOTO

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L'indagine è in mano al sostituto procuratore Cristina Pigozzo. Per l'omicidio di Umberto Esposito fermati un uomo e una donna Terracina.

I due, secondo le indagini, sequestrarono Esposito il 14 marzo a Latina nei pressi della Torre Pontina. Subito dopo il sequestro i due effettuarono numerosi prelievi con Bancomat e Carte di Credito da alcune banche di Latina.

Successivamente i due avevano versato presso una banca di Fondi due assegni dell'importo di 25mila euro l'uno, estratti dal blocchetto sottratto a Esposito, falsificandone la firma e gli altri elementi distintivi.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Latina, nella mattinata odierna, hanno dato esecuzione a nr. Le indagini sono state intraprese il 15.03.2017, a seguito della segnalazione di allontanamento da parte dei familiari di Esposito, il quale il 14.03.2017 si era recato a Latina e non aveva fatto più rientro a casa. Si tratta di una giovane coppia, un 35enne italiano e una ragazza di 24 anni di nazionalità romena, entrambi residenti a Fondi. I due coviventi, Fabrizio Faiola e Georgeta Vaceanu, sono ritenuti responsabili del sequestro e dell'omicidio.

Avrebbero finalmente un nome e un volto gli assassini di Umberto Esposito, l'imprenditore 81enne il cui corpo è stato rinvenuto lo scorso 24 marzo nelle campagne di Terracina (Latina).

Già dai primi accertamenti la vicenda si era presentata agli inquirenti di particolare complessità, per cui oltre all'attivazione delle previste procedure per la ricerca di persone scomparse, era stato predisposto un articolato dispositivo investigativo, costituito dai carabinieri del Nucleo Investigativo e della compagnia di Latina, che ha consentito di raccogliere circostanziati elementi di colpevolezza nei confronti dei due indagati e ricostruire le varie fasi dei delitti per cui si procede. In tale circostanza la coppia avrebbe sequestrato l'anziano imprenditore, verosimilmente dopo averlo sedato con dei sonniferi, trasportandolo in un luogo, ove è stato trattenuto contro la sua volontà sino al momento della morte. A quel punto i due si sono disfatti del cadavere abbandonandolo nelle campagne di Terracina.

Le accuse per i due sono di omicidio volontario, sequestro di persona, rapina, falsificazione di titoli di credito e indebita utilizzazione di carte di credito. Nel corso dell'operazione sono state sequestrate le abitazioni, i locali e le auto nella disponibilità dei fermati, sui quali verranno disposti accertamenti tecnici.

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