Attacco armato a bus di cristiani copti in Egitto: vittime e feriti

Egitto attacco armato al bus dei cristiani copti 23 morti

Attacco armato a bus di cristiani copti in Egitto: vittime e feriti

L'autobus trasportava cristiani copti a Menyah, nell'ovest dell'Egitto, a 250 Km a sud dal Cairo.

Il gruppo ha fermato il mezzo, è salito a bordo e ha iniziato a sparare mentre uno dei membri filmava il massacro. Dopo averli allineati sulla carreggiata, li avrebbero uccisi con armi da fuoco filmando l'eccidio. Tra le vittime anche molti bambini. Sarebbero 25 i feriti. Ma il bilancio è in continuo aggiornamento.

Il presidente egiziano, Al-Sisi, che ha destituito Morsi promettendo di ripristinare l'ordine e di proteggere le minoranze, ha ribadito anche recentemente che gli egiziani "sono tutti uguali nei loro diritti e nei loro doveri, in accordo con la Costituzione" e ha lodato la calma e la saggezza con cui la comunità cristiana sta rispondendo alle violenze. Gli attacchi, che hanno causato almeno 45 vittime, sono stati rivendicati dall'Isis. Alcuni di essi sarebbero gravi.

Il secondo attacco, ad opera di un kamikaze, si è verificato qualche ora dopo ad Alessandria, la "capitale" copta egiziana, fuori dalla chiesa di San Marco, dove si trovava in quel momento il patriarca della Chiesa Copta egizana Tawadros II. "Questo è un crimine ignobile perché i terroristi hanno ucciso civili innocenti, non armati, che erano diretti al monastero, in una sorta di pellegrinaggio religioso". In un'intervista anonima pubblicata dal settimanale dell'Is "Al-Naba", i musulmani erano stati avvertiti di non avvicinarsi a raduni di fedeli cristiani, oltre che a sedi governative, militari o della polizia, indicandoli come "obiettivi legittimi" da colpire.

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