Bankitalia: cessione "good bank" a UBI

Da Nuova Banca Marche a Banca Adriatica, fino all'incorporazione in Ubi passando per una pesante cura dimagrante: ieri l'atteso incontro tra i sindacati e il consigliere delegato del gruppo bermagamasco, Victor Massiah, avrebbe solo confermato 1.569 esuberi (di cui circa 500 già concordati con i prepensionamenti) per le tre ex Banca Marche, CariChieti ed Etruria. La fetta più grande è per l'istituto di credito jesino che paga le sovrapposizioni più importanti con Bpa.

"Per operare al meglio in un mercato caratterizzato da elevati standard qualitativi, come quello italiano, Ubi Banca ha investito per differenziarsi dai propri concorrenti, puntando su un ulteriore incremento della qualità e su modelli di consulenza evoluta, attraverso la valorizzazione di talenti e professionisti, la formazione tecnica e comportamentale, l'evoluzione degli spazi dedicati agli incontri con la clientela private, la semplificazione e l'innovazione tecnologica", ha dichiarato Riccardo Barbarini, responsabile di Ubi Top Private. "Nella piena consapevolezza che l'operazione di Ubi si sviluppa a seguito di un positivo intervento di recupero di tre banche che rischiavano di fallire, la Uilca ritiene indispensabile che non si svilisca nello scarico solo sul personale delle conseguenze negative che può comportare".

Quale sarà il futuro per gli impiegati Ubi Banca? Il che significa una riduzione del 32% rispetto al 2016 attraverso il taglio di 140 filiali e l'ottimizzazione delle altre spese amministrative. Ubi Top Private ha un bacino di circa 32.000 Clienti e si colloca tra i primi cinque operatori del settore in Italia, con oltre 32 miliardi di euro di masse gestite.

Come ha già affermato Paolo Citterio, il segretario FABI del Gruppo UBI Banca, sono argomenti che saranno affrontati all'interno della procedura esuberi, disciplinata nei modi e nei tempi dal contratto nazionale dei bancari.

Anche grazie a queste operazioni, il Piano Industriale 2017-2020 stima un utile netto per il gruppo Ubi allargato in crescita a 919 milioni nel 2019 e a 1.117 milioni nel 2020. In questa fase, diventa necessaria un'unione tra tutte le realtà del territorio di Arezzo che dovranno farsi garanti degli interessi e delle necessità del territorio per stimolare l'azione e la presenza concreta della nuova banca. Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara è nota per essere la quarta good bank nata anch'essa dalle ceneri delle bad bank, a cui è stata applicata la procedura di bail-in nel tentativo disperato di salvarle.

Ubi Banca ha chiuso il primo trimestre del 2017 con un utile netto consolidato a 67 milioni di euro, in crescita del 59,4% rispetto ai 42,1 milioni del primo trimestre del 2016. Il tutto andrebbe a ridurre la voce oneri operativi di circa 200 milioni.

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