Plebiscito per Renzi. L'ex-premier torna ad essere il segretario del PD

Matteo Renzi nella sede del PD

Plebiscito per Renzi. L'ex-premier torna ad essere il segretario del PD

Il consigliere torrese da quasi 1000 preferenze, primo degli eletti nelle fila del partito tricolore, alle ultime elezioni del 2014, è stato portabandiera sul territorio di Andrea Orlando, sostenendo - insieme ai Giovani Democratici - la corsa del Guarda Sigilli alla direzione della Segreteria Nazionale. Vogliamo fare una grande coalizione con i cittadini, non con partiti che alla fine non rappresentano nemmeno se stessi. "Le primarie sono l'alternativa al populismo - ha detto Matteo Renzi intervenendo al Nazareno -". Se nessuno dei due candidati avesse raggiunto il 50% dei voti si sarebbe svolto un ballottaggio tra i due più votati e, a quel punto, nessuno poteva escludere un accordo tra i delegati di Orlando ed Emiliano.

Questo il messaggio su Facebook di Matteo Renzi a urne chiuse: "Prima di tutto, prima di sapere come andrà a finire, devo dirvi grazie".

Sono state 896 le persone che si sono recate ai seggi di queste 109 hanno votato per la proposta di Andrea Orlando pari al 12,28%, 21 elettori hanno preferito la mozione di Michele Emiliano con una percentuale pari al 2,36% e 758 hanno votato per la mozione di Matteo Renzi, pari all'85,36% degli elettori. Il dato generale parla di circa 45mila votanti, oltre quindi la soglia minima indicata alla vigilia di 30 mila, comunque seimila in più rispetto alle primarie regionali del 2014, che videro la vittoria di Renato Soru. Mi auguro, naturalmente che il mio partito ed il segretario coniughino ancor di più l'azione politica su un presupposto imprescindibile. E' un partito come bene lo ha definito il politologo Michele Salvati sul Secolo XIX, "liberale di sinistra" che sicuramente non può convivere con il tradizionalismo di D'Alema e Bersani, che forse può trovare curiosità nella formazione progressista colta di Giuliano Pisapia e che potrebbe dialogare con un centrodestra non a esclusivo traino leghista. Nelle prossime ore si avranno i risultati definitivi.

"Ci vuole un po' di novità, nel panorama politico italiano, bisogna riformare questo Paese, bisogna cambiarlo, e lui, credo che abbia le idee giuste per fare questo". Ma a prescindere da quando si voterà il neoleader ha già scelto il suo principale avversario: Beppe Grillo che oggi ha accusato il Pd di "una visione anti-storica, rivolta al passato" esaltando la democrazia dei gazebo su quella dei clic.

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