Fondi pensione, 7,2 milioni di iscritti

Covip 7,8 mln iscritti alla previdenza complementare +7,6

Notizie Radiocor - Finanza

Nel 2016 il sistema dei fondi pensione cresce, rispetto al 2015, del 7,6% in termini di adesioni e del 7,8% in termini di patrimonio. Considerando che circa 620.000 aderenti ai fondi hanno un'iscrizione multipla emerge che gli iscritti effettivi sono 7,2 milioni, il 27,8% della forze di lavoro.

Secondo i dati Covip, i fondi pensione con più di 100.000 iscritti sono 15, oltre la metà ha meno di 1.000 iscritti; di questi, il 90% è costituito da fondi pensione preesistenti.

Il rendimento medio si è attestato al 2,7% per i fondi negoziali e al 2,2% per i fondi aperti: nello stesso periodo, giusto per avere un'idea, la rivalutazione del Tfr si è fermata all'1,5%. Gli iscritti ai Pip nuovi (piani individuali pensionistici) sfiorano i 3 milioni, 2,6 milioni gli iscritti ai fondi negoziali, 1,3 milioni ai fondi aperti e 650mila quelli ai fondi preesistenti. I contributi raccolti nell'anno ammontano a 14,2 miliardi, di cui il 75% confluisce nelle forme previdenziali di nuova istituzione. Il flusso di Tfr versato ai fondi pensione, pari a 5,7 miliardi di euro, costituisce il 40% circa dei flussi contributivi destinati alla previdenza complementare. Più contenuto l'aumento per i fondi negoziali, che si ferma al 3,4%. Considerati nel loro insieme, essi investono in Italia circa 71 miliardi di euro, pari al 37% del totale degli attivi. Un terzo del totale è invece destinato al mercato immobiliare, mentre ancora scarso appare il finanziamento a imprese italiane (3,7% delle attività totali, pari a 7,2 miliardi di euro). "Tale limitata esposizione verso le imprese italiane - spiega Padula - deriva da politiche di gestione finanziaria tipicamente orientate alla replica di benchmark di mercato diversificati su scala internazionale, nei quali il peso assegnato all'Italia è marginale, in conseguenza del basso livello di capitalizzazione del mercato azionario italiano e del limitato numero di imprese quotate; da ciò derivano anche difficoltà nella valorizzazione e nella liquidabilità di strumenti non quotati". Le casse professionali continuano ad essere gli unici investitori istituzionali privi di una disciplina cogente e uniforme sugli investimenti.

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