Regno Unito: Theresa May vince ma addio maggioranza assoluta

Gb, exit poll: 314 seggi per Theresa May, no a maggioranza assoluta

Elezioni britanniche, May in testa

"Guiderò il paese attraverso i cruciali negoziati per la Brexit che inizieranno fra dieci giorni e realizzerò la volontà del popolo britannico portando il Regno Unito fuori dall'Unione Europea", ha detto, promettendo una "Brexit di successo" con una "nuova partnership con l'Europa che garantisca una prosperità a lungo termine".

La ministra dell'Interno Rudd salva il suo seggio per un pugno di voti. Ha assicurato infine che il Labour insisterà nella sua battaglia ed è orgoglioso dello slogan: "Per i molti, non per i pochi". Questo è il primo commento del presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani. Anna Soubry, conservatrice anti-Brexit ha affermato, riferendosi alla premier: "Dovrebbe considerare ora la sua posizione" ma la May ha già detto che non si dimetterà.

Ma il leader laburista Jeremy Corbyn invita ripetutamente l'avversaria a "lasciare". Corbyn ha poi ripetuto che con il voto di ieri "la politica è cambiata" e ha aggiunto che la gente ha fatto capire "di non poterne più di austerity e tagli ai servizi pubblici", ma "ha votato per la speranza".

Rischia di rivelarsi niente di più che "una vittoria di Pirro" quella conseguita alle urne dai conservatori di Theresa May.

Più di 40 mila seggi elettorali hanno aperto in Gran Bretagna questa mattina alle 7 e chiuderanno questa sera alle 22, in quello che è uno dei più incerti confronti elettorali degli ultimi decenni.

Londra - Esultano Jeremy Corbyn e i laburisti dopo la consistente affermazione alle elezioni britanniche, in seguito alla quale hanno strappato ai tories di Theresa May una trentina di seggi in più rispetto alla precedente legislatura e ora si dicono pronti a formare un governo di minoranza. Ai Conservatori sono stati assegnati al momento, 316 seggi tallonati dai 261 dei Laburisti. E' la May, sono i Conservatori che le hanno perse cercando un bis della Brexit che l'elettorato ha bocciato. Una frase che tutti gli osservatori in studio hanno interpretato come un benservito.

Colpo di freno anche al dominio degli indipendentisti scozzesi dell'Snp in Scozia, che non sono riusciti a ripetere il quasi 'cappotto' realizzato nel 2015, quando espugnarono 56 dei 59 collegi del territorio del nord. May se la gioca oggi.

Nel pomeriggio invece l'altro partito al centro dell'attenzione dei media, il Dup nordirlandese (10 seggi ottenuti), ha annunciato, attraverso la leader Alrene Foster, l'avvio di consultazioni con il partito conservatore: "Il primo ministro mi ha contattato in mattinata".

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