Tassi, la Bce cambia strategia

Tassi, la Bce cambia strategia

Tassi, la Bce cambia strategia

Soprattutto gli acquisti di titoli, per un mero problema di volumi e di limiti alla quota su singole emissioni che la Bce si è autoimposta, non possono proseguire all'infinito.Oltre alla politica monetaria è possibile che Draghi venga nuovamente interpellato sul tema delle banche, in particolare dopo l'improvvisa risoluzione del Banco Popular, la settima banca della Spagna di cui le autorità europee hanno disposto la cessione forzata al Santander, dopo aver azzerato il valore di azioni e obbligazioni subordinate in attuazione delle regole del bail-in (quelle che in Italia si tende a non voler usare).Da rilevare poi che l'incontro si svolgerà mentre la Gran Bretagna sarà nel pieno delle operazioni elettorali sul cui esito grava una notevole incertezza.

Il direttivo della Bce, riunitosi a Tallinn in Estonia, ha lasciato invariati i tassi d'interesse.

Tuttavia, nel contempo sono giunti anche dei segnali piuttosto prudenti sul fronte dei prezzi, con l'inflazione che è stata rivista al ribasso e, ulteriormente, con la nuova evidenziazione da parte del Presidente della BCE Mario Draghi, secondo cui l'inflazione sottostante resta ancora molto modesta.

La Bce ha rivisto al ribasso le sue attese per l'inflazione, principalmente a causa dell'andamento dei prezzi del petrolio.

Stop alla politica monetaria accomodante ed espansiva. Per questo il Qe andrà avanti, senza un depotenziamento, fino alla fine del 2017 e anche oltre se necessario. Le parole scelte confermano che non è arrivato il momento per tornare indietro rispetto alle misure straordinarie messe in campo per perseguire l'obiettivo di riportare l'inflazione vicina al 2%. "Due componenti del consiglio mi pare hanno fatto osservazioni sulle implicazioni degli acquisti di titoli - ha detto Draghi - ma non c'è stata una discussione sulla normalizzazione della linea". Vale la pena di ricordare come le stime formulate a marzo avevano previsto un'inflazione rispettivamente all'1,7% nel 2017, all'1,6% nel 2018 e all'1,7% nel 2019. "Se le prospettive diverranno meno favorevoli o se le condizioni finanziarie risulteranno incoerenti con ulteriori progressi verso un aggiustamento durevole del profilo dell'inflazione, il Consiglio direttivo è pronto a incrementare il programma in termini di entità e/o durata", spiega ancora il comunicato della Bce.

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