Ius soli: senza è apartheid per i minori, dice Chiti (PD)

AGF Politica Il libro di Matteo Renzi in pillole

AGF Politica Il libro di Matteo Renzi in pillole

Il capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda si dice fiducioso: "Il governo non rischia". Inizialmente, per volere dello stesso presidente del Consiglio Gentiloni, l'iter legislativo della proposta ha subito un'accelerazione, approdando nuovamente al Senato per l'approvazione definitiva.

"Sì allo ius soli, è un dovere", ribadisce ai microfoni di Radio Capital Matteo Renzi che, per gestire il problema dell'immigrazione, rilancia il "numero chiuso e aiutiamoli davvero a casa loro".

L'ipotesi fiducia, però, ha letteralmente fatto divampare le proteste non solo delle opposizioni da sempre contrarie al provvedimento, ma anche di alcuni esponenti della maggioranza di governo. "Non posso non votare un'altra volta la fiducia rimanendo tranquillamente al mio posto", ha proseguito Costa spiegando le sue motivazioni. "Le prossime ore - ha spiegato - sono decisive e si deciderà". Tale convinzione si fonda su principi costituzionali e non merita di essere svilita.

"Il partito Democratico più che ad attuare il programma di governo, di cui esprime il presidente del Consiglio oltre che costituirne il perno della maggioranza, sembra da tempo dedito alla provocazione". "Modificare la composizione della comunita' nazionale e' decisione che va ponderata e non precipitata. Misure di maggior rigore che si rendono necessarie per l'arrivo dei migranti, non possono essere separate da una normativa civile per chi fa parte della nostra società, come già avviene da anni nei principali paesi europei".

"E' essenziale un supplemento di riflessione sullo ius soli. Rispettiamo chi la pensa diversamente, ma pretendiamo analogo rispetto", ha concluso il ministro. E pur di riuscirci chiede con insistenza che su questo provvedimento, che è di iniziativa parlamentare e non è' nel programma del governo, venga messa la fiducia.

A margine delle polemiche, è intervenuto infine anche il segretario del Pd Matteo Renzi, assicurando che "non c'è nessuna divisione tra l'azione del Pd e del governo". Della manovra, secondo alcuni centristi, farebbe parte eprsino piero Grasso: favorevole alla legge, ma ins econda battuta pronto a ripensare alla candidatura in Regione Sicilia (dove si vota a novembre) se quelle elezioni coincidessero con le politiche.

"Noi vogliamo approvare lo ius soli, ma se per questo il governo deve sbattere contro il muro non ce lo facciamo andare". Il responsabile della comunicazione del Pd Matteo Richetti, ha commentato le prese di posizione degli alleati di Area Popolare che si sono detti indisponibili a votare la legge sulla cittadinanza per i minori stranieri in discussione a Palazzo Madama. Dunque sosteniamo la legge e andremo fino in fondo, ma è evidente che non può diventare un pretesto per far cadere Gentiloni.

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