Consip, Woodcock indagato per falso dalla Procura di Roma

Henry John Woodcock indagato a Roma per falso.

Caso Consip, il pm Woodcock indagato per falso

"Il tempo è galantuomo e lo sarà anche per la vicenda Consip".

Le ultime rivelazioni su Consip aprono un nuovo capitolo sull'inchiesta. Le dichiarazioni del pm modenese fanno pensare che alcuni carabinieri coinvolti nell'indagine avessero l'obiettivo di trovare reati a carico di Matteo Renzi, passando attraverso suo padre Tiziano. "Attendo trascrizione". L'intercettazione continuò a deluderlo, ma Scafarto taroccò l'informativa e la posizione di Tiziano Renzi sembrò davvero pencolare. L'ipotesi di reato di falso è stato contestata dalla Procura di Roma al pm napoletano Henry John Woodcock il 7 luglio scorso nel corso dell'interrogatorio al quale fu sottoposto dopo aver ricevuto un invito a comparire per rivelazione del segreto d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta Consip precedentemente l'atto istruttorio, è collegata alle circostanze che hanno indotto la Procura di Roma ad ipotizzare la stessa accusa nei confronti anche dell'ex capitano del Noe, ora maggiore del Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli, Gian Paolo Scafarto in relazione alla fondatezza di una presunta presenza di 007, da lui indicata in una informativa, nell'attività di indagine sugli appalti Consip. "E che la verità quando arriva vale doppio". In quella sede i responsabili del procedimento decideranno se inserire i materiali in uno dei fascicoli già aperti sulla centrale acquisti della pubblica amministrazione o farne un'indagine separata.

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C'è una seconda indagine su Henry John Woodcock. Qui entra in scena l'imprenditore campano Alfredo Romeo, arrestato con l'accusa di corruzione perché avrebbe corrotto Marco Gasparri, dirigente Consip, consegnandogli in più occasioni somme di denaro per complessivi 100mila euro, per l'assegnazione dei lotti compresi nell'appalto FM4. "Non erano scandali nei quali qualcuno dei nostri era implicato, ma sono scandali sotto gli occhi di tutti, costruiti con le modalità che sappiamo".

Sul fatto è intervenuto il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio: "Le notizie sono davvero inquietanti e preoccupanti per la nostra democrazia", ha detto. "Aspettiamo di vedere le verifiche - ha concluso Delrio - ma certamente le notizie sono inquietanti".

ANGELINO ALFANO DA BENEVENTO - "Le istituzioni democratiche devono vivere con preoccupazione ed inquietudine quanto è emerso nella vicenda Consip". Le frasi di "Ultimo" che ha respinto ogni illazione e chiamato in causa il pm Musti, hanno scatenato un putiferio e il ministro della Difesa Roberta Pinotti - ribadendo gratitudine all'Arma "che ha sempre dimostrato, e continua a dimostrare, grande fedeltà al proprio ruolo" - ha di fatto invitato il comando generale a "valutarne l'opportunità", cosa che sicuramente verrà fatta.

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