Corea del Nord, nuove sanzioni approvate dall'Onu

North Korean leader Kim Jong Un waves to people attending a military parade marking the 105th birth anniversary of country's founding father Kim Il Sung in Pyongyang

COREA DEL NORD. “Addomesticheremo i gangster statunitensi“

Il Consiglio di sicurezza dell'Onu approva all'unanimità (con il sì di Cina e Russia) una nuova risoluzione che prevede il varo di misure più severe a carico della Corea del Nord, in risposta al test "termonucleare" condotto il 3 settembre dagli scienziati agli ordini del giovane leader.

Alla fine, dopo una serie di riunioni a porte chiuse che si sono svolte durante la notte di domenica al Palazzo di Vetro, è stato deciso di mettere un cap, un tetto, alle importazioni di greggio ma non di bloccarle completamente (il limite è di due milioni all'anno), secondo una proposta di Cina e Russia che ha ottenuto il consenso unanime dei 15 membri, permanenti e temporanei, del CdS.

Secondo il comunicato pubblicato lo stesso giorno dall'Agenzia d'informazione centrale coreana, la risoluzione n°2375 del Consiglio di Sicurezza, che è stata architettata dagli Usa con varie misure e metodi, è una provocazione che mira a privare la Corea del Nord del sacrosanto diritto di autodifesa e a soffocare il Paese e il suo popolo tramite un embargo totale.

La Corea del Nord respinge con estrema durezza le sanzioni del Consiglio di Sicurezza dell'Onu stabilite lunedì 11 settembre definendole il "prodotto di una scellerata provocazione", mentre Seul schiera i missili Taurus. "Gli Usa non cercano la guerra con Pyongyang ", ha commentato l' Ambasciatrice statunitense all'Onu, Nikki Haley. Viene così messo il bando alle esportazioni tessili del regime nordcoreano, e viene sancito anche il divieto alle esportazioni di petrolio e gas naturale verso il Paese, fatta eccezione per una quantità da impiegare per il sostentamento della popolazione.

La comunità internazionale ha condannato pesantemente il regime di Pyongayang, dopo l'ultimo test nucleare che ha fatto salire la tensione internazionale anche se i Paesi rimangono concordi nell'evitare un conflitto.

Pyongyang ha minacciato ritorsioni per l'inasprimento delle sanzioni, promettendo agli Stati Uniti "le peggiori sofferenze della sua storia". Il governo di Washington richiedeva, infatti, l'embargo petrolifero che avrebbe dovuto infliggere un duro colpo all'economia nordcoreana frenandone le spese militari, e l'iscrizione di Kim Jong-un alla lista nera che n'avrebbe congelato asset ed imposto il divieto di viaggiare.

D'altra parte gli Stati Uniti hanno sviluppato diversi sistemi di intercettazione, in difesa di loro stessi e degli alleati regionali dall'attacco di missili a breve, medio e lungo raggio da parte del regime nordcoreano.

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