Doppio Džeko, la Roma rifila un tris al Verona

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Rientro di Florenzi dal primo minuto, in campo anche Under, Pellegrini, El Shaarawy. Partita a senso unico in favore dei giallorossi, che dopo aver saltato la sfida alla Sampdoria tornano a vincere convincendo anche dal punto di vista del gioco, anche se il test non era certamente di quelli più probanti. Pecchia sceglie il 4-2-3-1 con Kean unica punta e Pazzini ancora in panchina, sulla linea dei trequartisti ci sono Rômulo, Valoti e Bessa, mentre in mediana spazio per Büchel e Zuculini.

Roma (4-3-3): Alisson 6; Florenzi 7, Manolas 6.5 (79′ Moreno 6 ), Fazio 6, Kolarov 7; Nainggolan 6.5 (75′ Schick 6.5), De Rossi 6, Pellegrini 6.5; Under 6.5 (75′ Gerson 6), Dzeko 7.5, El Shaarawy 6.5. Per Pecchia è notte fonda. Il Verona, timido, si fa vedere in avanti con Kean, ma sembra fare il solletico alla difesa giallorossa. Il Verona sparisce definitivamente dal campo e i giallorossi sono straripanti in avanti, al 73' El Shaarawy si invola verso la porta, ma Ferrari in scivolata si immola e salva sulla conclusione del Faraone. Kolarov scalda il mancino in un paio di occasioni ma senza particolare fortuna, El Shaarawy approfitta della sponda di Nainggolan per aprire il destro, ma trova soltanto un calcio d'angolo. Florenzi, dal lato corto destro dell'area di rigore avversaria, finta l'esecuzione di un cross con il destro mandando a vuoto l'intervento di un avversario e, di sinistro, disegna un pallone perfetto per Dzeko che, inseritosi sul secondo palo, trafigge, con un colpo di testa in elevazione, l'estremo difensore avversario Nicolas da due passi. Il più voglioso di tutti però è El Shaarawy, che cerca il suo primo goal con un tiro violento e ravvicinato all'86', ma Nicolas gli dice di no. Finisce 3-0 per la Roma, un esito mai in discussione tale e tanta è stata la differenza in campo tra le due squadre. Ci prova anche Under, dopo la solita zuccata del centravanti ex City e Wolfsburg alta, ma il destro del turco termina alto sopra la traversa.

Per il Verona già in piena crisi di risultati e d'identità, con Pecchia sulla graticola malgrado l'alibi concentro di un calendario durissimo (Napoli, Roma e Fiorentina nelle prime 4 partite), schieramento flessibile che oscilla fra il 451 in fase di non possesso e il 433 in zona offensiva. Al 61′ arriva il terzo gol giallorosso, ancora con Edin Dzeko. Al 29' Pazzini (entrato da poco) segna il gol della bandiera con un preziosismo ("scavetto" sotto l'incrocio), ma Pairetto annulla per giusto fuorigioco. La Roma si disunisce nei venti minuti finali, concedendo il fianco spesso alle scorribande di Verde e compagni, anche se è sempre Dzeko, con Schick, a rendersi maggiormente pericoloso dalle parti di Nicolas.

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