Il pm ci disse di taceremai parlato di Renzi

«È una bomba». «Si arriva a Renzi» Indagini sulle frasi dei carabinieri

Botta e risposta tra Renzi (PD) e il M5S sul tema di Roma2024

L'audizione di Musti è avvenuta il 17 luglio presso la prima commissione del CSM, presieduta da Giuseppe Fanfani e i cui relatori sono Luca Palamara e Aldo Morgigni. "Il colonnello Sergio de Caprio può dire quel che vuole per provocarmi. C'e' un giudice a Roma" che indaga sull'intera vicenda "e ci fidiamo: sono tranquillo, la verita' arrivera'", aggiunge il leader Pd, che invoca giustizia. Per li procuratore il tempismo e il tenore delle affermazioni di Scafarto e De Caprio sono portatori di sospetti, che sembrano trovare conforto nell'inchiesta avviata sul capitano.

Matteo Renzi parla: "Penso che qualcuno che voleva utilizzare Consip per gettare fango su di me vedrà il fango ritorcersi contro, come per l'Expo, come per il Jobs act".

Info - "Il tempo è galantuomo". Ma c'è un'evidente anomalia nel campo di azione del Noe. Piena e totale fiducia nel lavoro della procura e di quel giudice. Siamo stati aggrediti da una campagna politica e mediatica su cose rivelatesi false, ripeto false, abbiamo sempre detto che la verità prima o poi sarebbe emersa. "Stima e rispetto profondo per l'azione dell'intelligence italiana e per i magistrati, perché la stragrande maggioranza dei giudici italiani è fatta da persone di grande livello e servitori dello Stato cui va espressa gratitudine". A cominciare dal segretario Pd Matteo Renzi, che intervistato dal direttore del Foglio Claudio Cerasa, tuona: "Non abbiamo niente di cui vergognarci". È questa la linea difensiva del Capitano Ultimo che vuole querelare il quotidiano "La Repubblica".

"Non credo di dover fare nessun commento".

E' un "tentativo eversivo", un "complotto", quello che emerge tra le pieghe dell'inchiesta Consip. Si presentano interrogazioni parlamentari, ma si muovono anche i ministri, con quello della Difesa Roberta Pinotti che ha chiesto che le "affermazioni" di Ultimo vengano valutate dall'Arma. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori. I colloqui risalirebbero alla primavera del 2015: ad aprile di quell'anno, la Procura di Modena aveva appena ricevuto gli atti dell'inchiesta sugli affari della coop Cpl Concordia, aperta dalla Procura di Napoli e poi trasmessa per competenza territoriale nella città emiliana. Secondo lei, quei due sono veramente dei matti e dice di aver fatto bene a liberarsene subito. Una smentita secca ed imbarazzante della versione fornita da Lucia Musti.

Com'era facilmente prevedibile, i racconti del comportamento di Gianpaolo Scafarto nei confronti di Renzi hanno scatenato polemiche politiche. I carabinieri in questione sono il capitano Giampaolo Scafarto del NOE (Nucleo operativo ecologico dei carabinieri) e Sergio De Caprio, noto anche come "Capitano Ultimo", capo della squadra che catturò Totò Riina.

Parlando per più di due ore, Musti ha spiegato come, quando e perché ha incontrato, tra gli altri, De Caprio e Scafarto e, soprattutto, ha espresso opinioni molto forti su di loro e in sostanza messo in dubbio la loro professionalità.

"Questa vicenda che era stata utilizzata per colpire me colpira' chi l'ha usata per tradire il senso dello Stato". Il Pd, intanto, attacca: 'Scenari da colpo di Stato', dice il deputato Michele Anzaldi. "Una cosa sono le indagini, con le quali è indispensabile non interferire, un'altra le reazioni politiche".

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