Ogm, Corte Ue contro divieto Italia 2013. Ma ora nuove regole

Fidenato

Ogm, la Corte di giustizia Ue bacchetta l'Italia e dà ragione a Fidenato

È questo il commento dell'assessore regionale alle Risorse agricole Cristiano Shaurli al pronunciamento della Corte di giustizia dell'unione europea sugli Ogm che ha sancito l'impossibilità da parte degli stati membri dell'Ue di adottare misure di emergenza concernenti alimenti e mangimi geneticamente modificati, senza che sia evidente l'esistenza di un grave rischio per la salute o per l'ambiente.

La pronuncia dei giudici Ue riguarda il caso di Giorgio Fidenato, agricoltore penalmente perseguito nel nostro Paese nel 2014 perché aveva seminato nei suoi campi mais Ogm MON 810, in violazione del decreto dell'Italia del 2013 che ne vietava la coltivazione.

"Nel 2013 - prosegue la Corte Ue ricostruendo i fatti - il governo italiano ha chiesto alla Commissione di adottare misure di emergenza per vietare la coltivazione di mais MON 810 alla luce di alcuni nuovi studi scientifici realizzati da due istituti di ricerca italiani".

"Sebbene tale principio possa giustificare l'adozione di misure provvisorie di gestione del rischio nel settore degli alimenti in generale - si precisa nella nota di sintesi sulla sentenza -, esso non permette di eludere o di modificare, in particolare rendendole meno stringenti, le disposizioni previste per gli alimenti geneticamente modificati, poiché essi sono già stati oggetto di una valutazione scientifica completa prima di essere immessi in commercio".

La Commissione però aveva concluso che non ci fosse ragione di adottare il divieto, dato che la Autorità europea per la sicurezza alimentare aveva concluso che non era dannoso.

L'Italia ne ha vietato la coltivazione con un decreto adottato nel 2013, ma adesso il provvedimento è ritenuto illegittimo.

L'agricoltura italiana - ricorda inoltre Coldiretti nazionale - è diventata la più green d'Europa con il maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario per prodotti a denominazione di origine Dop/Igp che salvaguardano tradizione e biodiversità, la leadership nel numero di imprese che coltivano biologico, la più vasta rete di aziende agricole e mercati di vendita a chilometri zero che non devono percorrere lunghe distanze con mezzi di trasporto inquinanti, ma anche con la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma e con la decisione - conclude la Coldiretti - di non coltivare organismi geneticamente modificati, come avviene peraltro in 23 Paesi sui 28 dell'Unione Europea.

Caso Ogm, Corte Ue: divieto solo se accertati rischi per la salute L'Ue assolve di fatto l'agricoltore Giorgio Fidenato, che era stato condannato per aver coltivato del mais Ogm, a quanto pare non rischioso per la salute.

Ogm: il principio di precauzione è fondamentale per garantire la sicurezza alimentare. L'articolo 34 autorizza gli Stati membri ad adottare misure di emergenza "quando sia manifesto che prodotti [geneticamente modificati autorizzati] possono comportare un grave rischio per la salute umana, per la salute degli animali o per l'ambiente".

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