Paura nel carcere di Teramo, detenuto con l'Aids sputa sangue contro l'agente

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Nella sala colloqui del carcere, un detenuto ha saputo che era stato respinto il colloquio con la figlia per mancanza di idonea documentazione ed ha aggredito l'Assistente Capo di Polizia Penitenziaria addetto ai colloqui. A fare il punto della situazione nel corso di un incontro con la dirigenza del penitenziario e con i rappresentanti istituzionali di Foggia, una delegazione dell'organizzazione sindacale che ha incontrato il personale appartenente ai comparti ministeriali, degli Enti locali, e della polizia penitenziaria.

Gli agenti sono stati aggrediti a pugni e testate ed hanno riportato escoriazioni e ferite al volto e alle braccia.

"Una vigilanza dinamica che non comporta benefici ma solo rischi per il personale e per la collettività - conclude Beneduci - unitamente al crescente sovraffollamento e a carichi di lavoro sempre più gravosi sono il risultato delle pessime scelte effettuate dall'attuale Ministro della Giustizia Orlando e dai vertici dell'Amministrazione Penitenziaria riguardo alla gestione del sistema penitenziario Italiano e tali da consistere in un sostanziale stravolgimento in questo momento nel carcere di Santa Maria Capua Vetere come sul restante territorio Nazionale, delle finalità della pena detentiva prevista dall'attuale normativa a partire dalla carta costituzionale". Drammatica la situazione degli agenti penitenziari che a Foggia sfiorano appena le 100 unità rispetto a una dotazione organica drammaticamente ferma al 2001. Il rimedio per risolvere le problematiche è particolarmente drastico secondo Capece. "Questi 'professori' che conoscono il carcere solamente sui libri- ha sottolineato - devono capire che le celle delle carceri devono stare chiuse: altrimenti si consente ai detenuti di girare per le sezioni detentive tutto il giorno senza fare nulla, a tutto discapito della sicurezza e della incolumità dei poliziotti penitenziari". A ricostruire la vicenda sono stati il vice segretario Uilpa Polizia Penitenziaria Abruzzo, Mauro Nardella, ed il segretario provinciale del Sappe, Giuseppe Pallini.

Fumo passivo per le guardie della Polizia penitenziaria del carcere di Augusta. "E coloro che hanno la responsabilità di guidare l'Amministrazione Penitenziaria si dovrebbe dimettere dopo tutti questi fallimenti".

Sull'aggressione al poliziotto da parte di un detenuto registriamo la presa di posizione della Federazione dei Verdi Sicilia.

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