Peschereccio sequestrato da militari tunisini

Mazara, peschereccio sequestrato dai tunisini

Un peschereccio di Mazara del Vallo sequestrato dai militari tunisini a sud di Lampedusa

Un'imbarcazione di pescatori di Mazara del Vallo, l'"Anna Madre", è stato sequestrato nella notte da una motovedetta tunisina mentre si torvava in acque internazionali, a Sud di Lampedusa. "Il fatto è che il controllo è affidato solo alla Marina militare - dice il sindaco di Mazara del Vallo, Nicola Cristaldi - La questione è politica e non viene affrontata". Il sequestro e' avvenuto nella notte: cinque militari tunisini armati sono saliti a bordo e hanno rinchiuso in una cabina il comandante per poi fare rotta verso il porto del Paese nordafricano di Sfax. Dalle notizie in nostro possesso sono intervenuti sia la nave della Marina militare italiana che si trovava a una quindicina di miglia dal nostro natante sia un elicottero sempre della Marina militare italiana.

Secondo l'armatore Giampiero Giaccone è certo la nave si trovasse in acque internazionali: "Lo dimostra quello che c'è in stiva: tre tonnellate di gamberi e 100 chili di pesce misto che non si pesca in mare tunisino". "Siamo particolarmente fiduciosi -ha concluso il presidente del Distretto Siciliano- dell'incontro che stamani l'ambasciatore De Cardona avra' con il Ministro dell'Agricoltura e Pesca della Tunisia, l'amico della Sicilia Samir Taieb". Non è possibile - aggiunge Cristaldi - che in acque internazionali, nelle quali tutti possono pescare, un natante venga sequestrato, con il rischio per la sicurezza degli uomini a bordo e danni economici ingenti. "Al momento attendiamo di avere notizie dalle fonti diplomatiche interessate". Ma sono due le versioni da valutare, perché invece per i tunisini il peschereccio si trovava in acque territoriali. "E tutto è legato alla grande incertezza giuridica che continua a esserci in quel tratto del Mediterraneo".

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