Roma, Di Francesco: "Contro l'Inter sconfitta bruciante e immeritata. Nella sosta…"

Un pareggio foriero di possibili novità

Roma, Di Francesco: "Contro l'Inter sconfitta bruciante e immeritata. Nella sosta…"

Ecco le parole di Di Francesco in conferenza stampa. E l'unica sconfitta contro l'Inter è stata talmente immeritata da dover essere presa in considerazione fino a un certo punto.

Sono un po' (ma nemmeno troppo, conoscendo questa piazza) sorpreso dei tanti commenti negativi, in alcuni casi addirittura ostili, nei confronti di Eusebio Di Francesco.

Su Florenzi: "Potrebbe essere schierato dall'inizio, così come Bruno Peres. Alessandro mi ha dato sensazioni positivi nella crescita". Potrebbe giocare Gonalons anche perché lo reputo un titolare.

Soddisfatto del mercato. "Abbiamo cercato Mahrez fortemente, Monchi ha offerto più di quello offerto per Schick ma il Leicester non lo ha venduto". Poi abbiamo voluto prendere Schick sapendo che Defrel può ricoprire un ruolo esterno perché nasce come esterno.

L'arbitraggio di Orsato. "Non mi piace parlarne, non so neanche chi arbitrerà". "Non ne sarei così sicuro - precisa il presidente del Coni Giovanni Malagó - è un'ipotesi che non sta scartando, ma ci sono diverse opportunità e prospettive per la sua carriera futura". E' come vedere un thriller che può succedere qualcosa da un momento all'altro. "Giusto però accettarla e andare avanti, chi sarà l'arbitro non mi interessa". "Ha vinto due partite, è una squadra organizzata con allenatore molto bravo". Mi infastidisce ma io guardo a casa mia per fare il meglio con quello che ho.

SCHICK - "Quando ha fatto le cose migliori è sempre partito dal centrodestra, ma da centrale". Ha un'ottima velocità di base e grande tecnica nonostante il fisico. "Il lavoro paga e pagherà anche con Schick, noi parliamo di filosofia e nella mia lui può fare bene". "Attualmente è solamente un terzino sinistro".

"Già si è presentato nel mio spogliatoio a muovere le pedine sulla lavagna". La vittoria a Bergamo, campo storicamente ostico, e il pareggio di ieri contro una delle squadre più forti del mondo (in troppi dimenticano che negli ultimi cinque anni l'Atletico Madrid in Europa ha fatto meglio di colossi del calibro di Chelsea, Manchester United o PSG) dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta.

Serve pazienza. Non si può giudicare il lavoro di un allenatore arrivato da pochi mesi da due o tre partite.

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