A Montecitorio è il "Cittadinanza day": approvare ius soli ora

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Chi partecipa a laboratori di disegno per bambini con Vauro e altri vignettisti (Biani, Natangelo, Fabio Magnasciutti). "I miei compagni di scuola mi hanno sempre fatto sentire italiano, ma è brutto pensare che tra un mese avrò 18 anni e non potrò votare".

"L'obiettivo è ancora raggiungibile", da qui "possiamo dare una lezione alla politica: non bisogna avere paura dei diritti", afferma il senatore Pd Luigi Manconi: "Un quarto d'ora fa, mi ha telefonato Roberto Benigni per dirmi 'Sono con voi e questa legge mi sembra bellissima. Io avrei preferito un testo diverso ma è un inizio". Sono alcuni dei cartelli esposti dai bambini della scuola Celio Azzurro di Roma, arrivati in piazza Montecitorio a Roma per partecipare al Cittadinanza day, la manifestazione organizzata dal movimento "Italiani senza cittadinanza" insieme all'"Italia sono anch'io" per chiedere l'approvazione della riforma che introduce in Italia lo ius soli temperato e lo ius culturale.

Nella Commissione che presiedo alla Camera dei deputati - la Trasporti, Poste e Telecomunicazioni - si toccano con mano i cambiamenti. Nel 2016, senza avere bisogno della nuova legge sullo ius soli, circa 61 mila 'nuovi cittadini' sono nati nel nostro Paese. "Conquistare diritti con i correlati doveri è stato sempre difficile in questo Paese e dappertutto - ha continuato la leader dei Radicali - Non ci dobbiamo spaventare, dobbiamo continuare con non violenza e con speranza".

Anche il presidente del Consiglio ha, solo qualche settimana fa, parlato della necessità di una legge di civiltà, quella sullo ius soli. Non si sono opposti nemmeno gli autoproclamati portavoce dei cittadini, perché la tentazione di mettere in difficoltà la maggioranza è stata più forte del desiderio di cambiare il Paese.

Ci troviamo così nella condizione paradossale di doverli educare alla "cittadinanza e costituzione", seguendo le Indicazioni nazionali per il curricolo - che sono legge dello Stato - sapendo bene che molti di loro non avranno né cittadinanzadiritto di voto. "Più vi trattano male, più sorridete: è l'unica cosa che li mette in imbarazzo". Come si può pretendere di educare alle regole della democrazia e della convivenza studenti che sono e saranno discriminati per provenienza?

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