Le Iene, Ventura promette: "Mi dimetto"

Ventura al capolinea non si dimette ma l’esonero è in arrivo

Italia - Svezia, Ventura: "Non mi sono dimesso, parlerò con Tavecchio. Chiedo scusa agli italiani"

Sono dispiaciuto perché lo stadio stasera mi ha fatto capire per l'ennesima volta cosa significhi allenare la Nazionale.

Ventura, con i suoi unici due moduli (3-5-2 e lo scellerato 4-2-4, impensabili per la rosa a disposizione) ha messo alla berlina sì la dignità sportiva del nostro Paese, ma anche e soprattutto quella dei nostri giocatori, alcuni grandi interpreti nei rispettivi ruoli, che per seguire l'arcaica e provinciale idea di calcio di un settantenne senza titoli hanno accettato di girovagare senza meta per il campo, con la beffa di prendersi pure gli insulti della solita, superficiale Italia a qualificazione mancata. Un evento con meno appeal porterà ad un'asta per i diritti tv decisamente ridotta rispetto al solito: per trasmettere le partite di Sudafrica 2010 e Brasile 2014, come affermato da M. Bellinazzo e A. Biondi su "Il Sole 24 Ore", la Rai ha sborsato 360 milioni di euro in tutto (180 e 180).

Non mi sono dimesso perché non ho nemmeno parlato ancora con il presidente. Sono orgoglioso di aver fatto parte del gruppo azzurro e di aver lavorato con grandi campioni e con altri a cui auguro di diventarlo.

La serata del 13 novembre sarà ricordata come una totale disfatta per il calcio italiano, resa ancora più triste dall'addio di alcuni protagonisti del trionfo a Germania 2006 come il capitano Gianluigi Buffon, Daniele De Rossi e Andrea Barzagli.

Ancelotti è continuamente e da tempo nei desideri della Federazione e attualmente risolverebbe diversi problemi tra cui quello dell'opinione pubblica per cui sarebbe una scelta desiderata da tutti. La promessa è stata strappata dall'inviato de Le Iene Nicolò De Devitiis che lo ha intercettato in aeroporto dopo lo 0-0 di Italia-Svezia che ha dato la qualificazione agli avversari degli azzurri. Assolutamente sì, chiedo scusa del risultato. La colpa è di aver fatto due partite senza subire un gol, ma avere perso 1-0 senza segnare. "Non per l'impegno e per la volontà". Negli ultimi giorni si sono rincorse tante voci.

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