Di Maio e il tentativo (ridicolo) di normalizzare il M5S

"Chi rispondera' al nostro appello sara' incontrato per mettere in piedi le priorita' del governo".

"Maria Elena Boschi è solo la punta dell'iceberg. Lo Stato, una sua parte, è ricattabile?". Il segretario del Pd su Facebook risponde: "Continuo a insistere sui temi di merito per questa campagna elettorale: gli 80 euro ieri, le pensioni oggi, vedremo che cosa si inventeranno domani".

Tornano in auge nel dibattito politico alcuni argomenti abusati, in particolare stavolta le pensioni d'oro, oggetto di un botta e risposta al fulmicotone fra l'autocandidatosi premier del M5S, Luigi Di Maio, e l'onorevole Cesare Damiano (Pd), che contesta le tesi a suo avviso un po' stravaganti del grillino. Non a caso, meno di 24 ore dopo il Movimento 5 Stelle ha puntualizzato che il risparmio "si riferisce a più anni" e "quando parliamo di pensioni d'oro ci riferiamo a pensioni sopra i 5 mila euro nette". "Chi deve sorvegliare le solidità delle banche, ovvero il governatore della Banca d'Italia", spiega, "non deve essere appannaggio del governo ma va eletto come il presidente della Repubblica ad ampia maggioranza, con i due terzi delle Camere riunite, in modo che non debba ringraziare nessuno".

"La domanda che mi faccio e' questa: perche' ne' Gentiloni, ne' Berlusconi, ne' Renzi chiedono le dimissioni della Boschi?" D'altro canto i conti sono confermati da quelli dell'INPS: in questo pezzo della Stampa di qualche anno fa si spiegava che nel 2011, il 5,2% dei pensionati (861mila persone in tutto), che percepisce un assegno mensile superiore ai tremila euro, ha assorbito in tutto 45 miliardi, vale a dire il 17% della spesa previdenziale. "Ai gruppi parlamentari chiederemo di votare la fiducia alla nostra forza politica e al nostro governo".

Insomma, la strategia è quella di accreditare il M5S e il "grillismo" rispettivamente quali partito di governo e ideologia "moderata", anche e soprattutto presso i corpi intermedi e gli interlocutori internazionali, costi quel che costi - costi perfino la negazione sistematica dell'identità del partito stesso, tanto si tratta di un'identità liquida o quantomeno malleabile, e gli elettori movimentisti sono così ben fidelizzati da bersi la qualunque. Poiché l'operazione azzeramento non si può ovviamente fare - prosegue - per risparmiare (in percentuale per ciascuna pensione) un valore di 12 miliardi, bisogna andare a toccare le pensioni di importo molto inferiore dove, di 'dorato', non c'è proprio niente. In meno di sei anni, più di una legislatura, si otterebbe quanto promesso da Di Maio. Sulle banche mi interessa poco se è colpa solo della Boschi. "A noi sembra folle", ha scritto. "O si cambiano o le ignoriamo".

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