I termosifoni consumano anche d'estate. Ecco come difendersi

Valvole termostatiche: sembra si paghi anche con i termosifoni spenti

I termosifoni consumano anche d'estate. Ecco come difendersi

L'istallazione obbligatoria per legge di termovalvole e ripartitori di calore in nome del risparmio energetico rischia di trasformarsi in una costosa beffa per il consumatore: a denunciarlo è Il Salvagente, che ha verificato la segnalazione di un lettore sul tema scoprendo che anche un calorifero spento può costare caro al suo proprietario.

"Lo scorso anno, a settembre 2016, - scrive il signor Lodigiani - i ripartitori sono stati applicati anche nei nostri appartamenti. Tutto perfetto". Peccato che, a un successivo controllo a fine settembre, prima dell'accensione del riscaldamento per la stagione invernale, il lettore nota che i ripartitori di calore contano "globalmente già 315 scatti", ossia frazioni di conusmo calcolate in base al consumo medio del condominio.

Questo problema tecnico si può neutralizzare semplicemente azzerando i contatori alla riaccensione dei riscaldamenti, possibile dal 15 ottobre, ma questo non sempre accade, come emerge dal caso segnalato dal Salvagente.

Il signor Lodigiani, notata l'anomalia contatta subito l'amministratore condominiale, e "dal momento che i ripartitori non avrebbero dovuto funzionare durante i mesi estivi, per la semplice ragione che i termosifoni erano spenti, questi mi consiglia di chiamare l'installatore che mi rassicura sul fatto che a chiusura esercizio 2017/2018, tale valore verrà sottratto dal totale".

"Mi chiedo a questo punto se questo comportamento anomalo sia imputabile solo al modello installato nei nostri appartamenti oppure riguardi tutti i ripartitori". La scatoletta bianca misura la differenza di calore del radiatore rispetto all'ambiente. Per ovviare al problema, l'unica soluzione sarebbe azzerare le termovalvole prima dell'attivazione nel periodo invernale, ma perché ciò avvenga è necessario l'intervento delle aziende alle quali è affidata la gestione.

L'inquinamento ambientale che ormai da troppo tempo continua ad essere un problema che necessita di interventi normativi, negli ultimi anni ha raggiunto livelli preoccupanti e non è un caso se i livelli di smog nelle principali città italiane, di recente, abbiano raggiunto picchi preoccupanti.

Il Salvagente ha contattato un ingegnere ed ha confermato che è sufficiente quindi una differenza di temperatura anche pari a 3-4° tra radiatore e atmosfera circostante per avviare il conteggio degli scatti. "Che poi prosegue a registrare differenze anche inferiori a un grado".

Cosa fare allora se ci si dovesse accorgere di falsi consumi estivi conteggiati? A rispondere è Franco Pozzoni, Presidente di Cna installazione impianti Lombardia: "È normale".

La vicenda ha scatenato l'allarme visto che anche altre persone, inconsapevolmente, potrebbero aver pagato senza aver utilizzato i termosifoni.

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