Trump: "La capitale di Israele è Gerusalemme. Scelta necessaria per la pace"

Trump dichiara Gerusalemme capitale di Israele. Palestinesi in protesta

Ambasciata Usa a Gerusalemme: preoccupazione in tutto il mondo

Basteranno queste rassicurazioni a placare gli animi, ad evitare che i rapporti con il mondo arabo si inaspriscano e che i conflitti nel Medio oriente si infiammino pericolosamente? Poi ha sottolineato con forza che, nonostante il riconoscimento Usa, "non ci sarà alcun cambiamento nello status quo dei Luoghi Santi". In passato gruppi militanti islamisti come al Qaeda, Hamas e Hezbollah hanno provato a sfruttare la questione sensibile di Gerusalemme per i musulmani per alimentare un sentimento anti Israele e anti Usa. "La scelta di oggi su Gerusalemme è necessaria per la pace", ha concluso Donald Trump.

Il re di Giordania Abdallah e il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi hanno espresso direttamente al presidente americano tutta la loro contrarietà mettendolo in guardia dalle conseguenze pericolose in tutta la regione.

Quali sono i problemi di sostanza?

Israele ha preso il controllo di Gerusalemme Est nella guerra del 1967 e successivamente l'ha annessa dichiarando sua capitale l'intera città di Gerusalemme.

Lo status di Gerusalemme è apparso spesso come un ostacolo insormontabile. Oppure (ipotesi più verosimile) alludeva anche a Gerusalemme Est?

Cresce infatti di ora in ora la tensione in Medio Oriente.

Cosa significa la controversa mossa di Trump per i giocatori chiave dello scacchiere mediorientale? In realtà, questo è un momento abbastanza favorevole all'operato di Donald Trump, in debito di consensi e, da qualche giorno, nuovamente protagonista di importanti successi politici, coincidenti con le promesse fatte in campagna elettorale: va ricordato che, solo un paio di giorni fa, il Congresso aveva dato l'ok allo stop dei viaggiatori provenienti da 6 Paesi a maggioranza musulmana.

Dura la condanna dalla comunità internazionale. Tutti si augurano che la rabbia non prenda il sopravvento, sfociando nella violenza. "Non delle parole vuote di Trump su Gerusalemme". Solo la parte ovest della città, dove già si trovano le sedi delle istituzioni israeliane? La prima intifada avvenne nel 1987, la seconda nel 2000 e la terza, meglio conosciuta come l'intifada dei coltelli, nel 2015. Lo ha riferito il portavoce militare israeliano secondo cui entrambi sono caduti all'interno dell'enclave palestinese. "Il mondo intero è contro questa possibile decisione".

Il riconoscimento di Gerusalemme destabilizzerà l'area. E, al contempo, con un atteggiamento di disappunto da parte degli altri capi di Stato delle Nazion Unite, da Emmanuel Macron che ha etichettato il tutto come "deplorevole" a Paolo Gentiloni, il quale ha chiesto di insistere "sul processo di pace basato sui due Stati, Israele e Palestina".

A complicare il quadro, la continua danza delle alleanze tra i Paesi arabi della regione, con il tentativo americano, a fidarsi dei commentatori, di isolare ancora di più l'Iran sciita e esasperarne la distanza dall'Arabia Saudita, sempre più vicina a Israele negli ultimi periodi. In campo anche Papa Francesco, che ha parlato al telefono con Abu Mazen. Per il Governo israeliano, invece, Gerusalemme è la capitale una e indivisibile. Gli analisti si stanno chiedendo se e in che modo l'Unione europea prenderà provvedimenti e interverrà nella spinosa questione. Quindi il presidente Usa ha affermato di aver dato "istruzioni di muovere l'ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme".

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