Addio Spelacchio, per lui un destino migliore?

Una seconda vita per 'Spelacchio'

“Spelacchio” non morirà. Per l'albero di Natale più famoso del mondo è pronta una seconda vita. Due metri cubi di

Trenta? Quaranta? Per lo più giornalisti e cameraman, oltre a qualche attivista grillino che si affaccia più per abnegazione di partito che per fervore emotivo. Entusiasta la sindaca Virginia Raggi, che grazie a Spelacchio può distrarsi dalla bufera sui rifiuti che è tornata a soffiare nella Città Eterna.

Roma, 10 gen. - (AdnKronos) - Non finiscono i guai per Spelacchio.

"Con il passare dei giorni Spelacchio si è conquistato la simpatia e l'affetto della stragrande maggioranza delle persone". "Fa più rumore un albero spelacchiato di una foresta che cresce in silenzio", hanno scritto con un pizzico di rammarico dalla Magnifica Comunità di Fiemme. Il simbolo sfortunato e brutto, coccolato e compatito, deriso e amato del Natale di Roma sarà smontato nelle prossime ore.

Ed è proprio questo l'unico punto dove non è stata indovinata fino in fondo la previsione di chi lo avrebbe collocato provocatoriamente al Pantheon, in quel tempio della Roma pagana che oggi ospita salme famose. Formalmente, non lo ha deciso nessuno. La sua storia è finita però anche sul tavolo degli ispettori dell'anticorruzione, che dovranno stabilire se il costo dell'opera sia stato adeguato e corretto. Tuttora non si conoscono infatti le intenzioni dell'amministrazione comunale su che fine farà. Insomma, davanti alla piccola selva di cronisti e telecamere, verso le 19, è arrivata solo l'assessora all'Ambiente, Pinuccia Montanari, intabarrata in un giaccone nero col cappuccio tirato su, perché nel frattempo aveva cominciato a piovere.

Sbaglia chi pensa che #Spelacchio, l'#albero di natale più famoso al mondo, abbia avuto un destino infausto, anzi, è tutto il contrario. Chiosa molto romanesca: "Avoja a risolvere i problemi di Roma".

Le luci di Spelacchio sono state spente per sempre. Dal Campidoglio hanno precisato che un blocco resterà, invece, a Roma per una realizzazione artistica. Altri scarti ancora diventeranno veri e propri gadget.

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