Alzheimer e Parkinson. Pfizer Inc. non investirà nella ricerca di nuovi farmaci

Alzheimer potrebbe essere tutta colpa di una proteina

Alzheimer e Parkinson. Pfizer Inc. non investirà nella ricerca di nuovi farmaci

La notizia del passo indietro di Pfizer dalla frontiera della ricerca sulle patologie neurodegenerative, lanciata con evidenza anche dai mezzi di informazione generalisti, ha fatto sorgere molte e diffuse preoccupazioni, in particolare tra gli addetti ai lavori e nelle associazioni dei malati (che registrano numeri in crescita) di patologie come l'Alzheimer e il Parkinson. L'azienda negli ultimi anni aveva investito parecchie risorse alla ricerca di una possibile cura contro le due malattie neurologiche più temute: Parkinson e Alzheimer.

La decisione di Pfizer costerà nei prossimi mesi 300 posti di lavoro nei centri di Cambridge e Andover in Massachusetts e a Groton, in Connecticut. Ma non si è riusciti a trovare un qualcosa che blocchi o faccia regredire i danni che la malattia apporta al sistema nervoso. Di fronte al rischio concreto di arrivare comunque dopo la concorrenza (con tutto ciò che questo significa in termini di risposta del mercato e di ritorno degli investimenti), Pfizer ha dunque deciso il passo indietro, per concentrarsi su altre aree di ricerca, pur mantenendo aperta una finestra sulle neuroscienza, riconosciuta come "area di enorme bisogno insoddisfatto per i pazienti", con l'annuncio dell'intenzione di creare "un fondo di venture capital dedicato per sostenere gli sforzi continui di avanzamento sul campo". Nell'ultimo decennio, i farmaci sperimentali contro l'Alzheimer hanno ripetutamente fallito nel rallentare la malattia che distrugge la memoria. Uno degli ultimi farmaci sperimentati, messo a punto dalla Eli Lilly, ha cercato per l'ennesima volta di contrastare la malattia, ma senza ottenere grandi risultati. Si tratta in tutti i casi di farmaci che bloccano l'enzima di conversione beta-amiloide. Eli Lilly e AstraZeneca hanno studiato una pillola e i risultati saranno disponibili ad agosto. Non prima del 2019 dovrebbe essere pronto anche lo studio di Biogen stavolta su un farmaco anticorpo.

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