Caffè al bar "salato" dal 2018: a Napoli il meno caro d'Italia

Caffè al bar, prezzi in aumento ma a Napoli resta il meno caro d'Italia

Stangata dei bar sul caffè: a Roma una tazzina costerà il 12 per cento in più

L'indignazione dei cittadini italiani potrebbe presto farsi sentire, questa volta con qualche ragione in più, per il previsto aumento del costo del caffè nelle città italiane. A seguire c'è Milano in cui il costo medio è di 1.08 euro con Firenze (1.04) in terza posizione e Roma ai piedi del podio (1.03).

Che si tratti di un aumento consistente è innegabile, basti pensare che in media un italiano consuma 2 caffè al giorno il che comporta una spesa media di 730 euro all'anno solo per un caffè al bar. Ma non sono pochi i bar dove il prezzo oscilla tra i 60 e gli 80 centesimi, soprattutto al centro storico.

Sotto a un euro, con il primato della tazzina di caffè espresso più economica al bar è Napoli a 0,91 euro (+5,81%), seguita da Palermo con 0,94 euro ( e l'aumento più basso: +2,17%). Nel capoluogo sabaudo un caffè può arrivare a costare anche 1 euro e 10 centesimi, mentre nella capitale anche 1,03 euro (aumento dell'11,96% rispetto allo scorso anno).

Non sono tuttavia esclusi nuovi aumenti nel corso dell'anno.

Nel complesso in Italia faremo i conti con un caro tazzina del 5,95%.

"Nulla giustifica questi rincari, e non solo sul caffè ma su tutte le voci dei consumi più significativi e popolari - dice Emilio Diafora, presidente di Federconsumatori, all'Adnkronos -". "La tassazione aumenta su tutto e si riversa sui consumatori finali", ha sottolineato.

Gli esercenti la pensano in altro modo. Quella "pozione nera" era proprio il caffè, che in effetti da allora (VII secolo) si diffuse prodigiosamente tra gli Arabi, che quando si espansero fino al cuore dell'Europa, lo portarono con loro, facendolo conoscere anche agli europei.

Invece, la Fipe Confcommercio ha segnalato "un'inflazione sostenuta dei prezzi della gastronomia +1,5% e per le pasticcerie e gelaterie addirittura dell'1,7% nel 2017, complice la stagione particolarmente calda e una certa ripresa economica con l'aumento dell'occupazione e anche del pasto fuori casa", ha concluso Sbraga.

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