Decreto Popolari, De Benedetti: "Compra, ho parlato con Renzi"

Decreto Popolari, De Benedetti:

Decreto Popolari, De Benedetti: "Compra, ho parlato con Renzi"

Matteo Renzi risponde così, a 'Circo Massimo' su Radio Capital, a Massimo Giannini che gli chiede della notizia, pubblicata dai giornali, di una telefonata del 16 gennaio 2015 nella quale Carlo De Benedetti parla della riforma delle Banche Popolari con il suo broker - Gianluca Bolengo, della società Intermonte Sim spa che si occupa dei suoi investimenti - e dice di aver parlato con l'allora premier ('Mi ha detto che il decreto passa'). Va precisato che sia per Matteo Renzi che per De Benedetti i magistrati hanno sollecitato l'archiviazione, perché, interrogati dai pm, hanno escluso di essere entrati nel merito del provvedimento che di lì a poco sarebbe stato approvato. Si chiama insider trading ed è un reato grave. "Sì su questo, se passa un decreto fatto bene, salgono". Il colloquio viene registrato così come previsto dalla normativa sulle intermediazioni finanziarie.

"Quindi volevo capire una cosa. salgono le Popolari?".

È il 16 gennaio 2015. "Nel corso di una riunione 'apicale' tenuta l'8 gennaio 2015 - a cui partecipavano, tra gli altri, Renzi, Padoan (il ministro dell'Economia, ndr), Visco (il governatore, ndr) e (...) anche il vicedirettore di Bankitalia Fabio Panetta - fu deciso che l'intervento per eliminare il sistema di voto 'capitario' per le banche popolari sarebbe stato effettuato non mediante un disegno di legge (...), bensì con lo strumento, inatteso e inusuale in tale ambito, del decreto legge; si decise altresì che il decreto sarebbe stato varato nel Consiglio dei ministri del 20 gennaio".

De Benedetti non è preciso sulla seconda (parla in sostanza di un intervento che si "sarebbe realizzato in tempi brevi") e sulla prima la versione della Procura è che è Bolengo "a utilizzare in modo del tutto generico e, palesemente, senza connotazione tecnica, la parola 'decreto'". Il segretario dem aggiunge che era nota l'intenzione del governo. Si cita per altro tra i casi in questione "anche quello del finanziere Davide Serra", frequentatore della Leopolda, che avrebbe ottenuto dei "guadagni con la sua Algebris". Nella trascrizione dell'intercettazione, diffusa da Fiorenza Sarzanini del Corriere della Sera, l'ingegner De Benedetti, parlando con un professionista ingaggiato per curare i propri investimenti in Borsa, dichiara di essere a conoscenza della sicura approvazione del decreto banche, circostanza che gli permise di investire 5 milioni di euro guadagnando 600mila euro di plusvalenza in poco tempo. Essendo già usciti rumors sull'imminente riforma, secondo la Procura le due "informazioni privilegiate" necessarie per commettere un insider trading sono quindi la scelta di usare un decreto legge e la data di emanazione. Quel fascicolo contiene la registrazione della telefonata che finora nessuno conosceva. Toccherà alla Commissione esprimersi nella relazione finale.

Altre Notizie