Lazio - Roma: chiuse metro AB per sciopero, caos traffico

Meleo da fine gennaio rischio blocco dei trasporti a Roma

Roma, venerdì 12 gennaio sciopero dei trasporti: fermi bus e metro

Gli orari dello sciopero mezzi Atac e Roma Tpl in corso per tutta la giornata di oggi nella Capitale vedranno le consuete fasce di garanzia per provare ad andare incontro alle esigenze dei lavoratori e pendolari capitolini: chiusure, ritardi e cancellazioni tra le 8.30 e le 17 e poi dalle 20 fino a fine servizio con lo sciopero che prevederà blocchi anche notturni per lenire comprese tra la N1 e la N28 da mezzanotte fino al mattino seguente.

C'è anche la pioggia a complicare la viabilità che dalle prime ore dell'alba si è fatta subito intensa intorno alla Capitale per la massa di veicoli in movimento.

Nello stesso giorno e sempre per la durata di 24 ore è stato indetto lo sciopero dei lavoratori della società RomaTpl di sindacati Fast e Usb.

Nonostante questi provvedimenti e le fasce di garanzia per i mezzi pubblici, si prevede comunque un venerdì difficile per i trasporti a Roma. "La messa all'asta degli immobili di proprietà al miglior offerente, senza nemmeno modificarne la destinazione d'uso, non contribuirà al risanamento del debito, mentre l'inserimento delle 39 ore aumenterà lo stress psicofisico del personale operativo, aggravandone le già precarie condizioni lavorative".

Servizio garantito fino alle 8,30 e dalle ore 17 alle 20. La scelta di continuare ad utilizzare Atac per i servizi di trasporto pubblico "è la più vantaggiosa anche dal punto di vista dei conti di Roma Capitale - ha dichiarato l'assessore al Bilancio, Gianni Lemmetti -". Qui potete leggere il comunicato dei sindacati per intero. Lo sciopero di oggi è infatti quello che è stato differito lo scorso 5 dicembre. La richiesta fu motivata anche in previsione dell'incremento dei flussi turistici in prossimità delle feste natalizie. "Ai lavoratori di Atac e Roma TPL viene di fatto impedito di esprimere il proprio dissenso nei confronti di una soluzione, quella del concordato preventivo, che, attraverso un piano industriale vergognoso, scarica su salari e sulla salute dei lavoratori tutto il peso di un possibile (ed illusorio per noi) rientro dai debiti provocati da anni di saccheggio aziendale perpetrato dal noto sistema politico/sindacale".

Disagi iniziati lunedì 8 gennaio con lo sciopero che ha riguardato il settore scolastico e che ha visto centinaia di maestre della scuola d'infanzia e primaria riunite in protesta davanti la sede del Miur.

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