L'influenza colpirà 5 milioni di italiani, preoccupa il virus dell'Australia

L'influenza colpirà 5 milioni di italiani, preoccupa il virus dell'Australia

L'influenza colpirà 5 milioni di italiani, preoccupa il virus dell'Australia

Nello specifico, l'influenza australiana preoccupa così tanto che il vescovo della diocesi nordirlandese di Down e Connor ha scelto di abolire lo scambio della pace durante le celebrazioni, per evitare che si possa diffondere ulteriormente il ceppo influenzale che di recente ha raggiunto anche la Gran Bretagna. Un dato che si avvicina molto alla soglia di guardia dei 13,50 casi di media, la soglia fatidica che identifica come 'alta' l'intensità della diffusione dell'Influenza 2018.

Vaccinarsi è il primo strumento per proteggersi ed evitare complicanze e i medici di base non si stancano di ripetere l'invito alla profilassi, tra ottobre e dicembre di ogni anno (ma i ritardatari sono ancora in tempo): quest'anno sono cresciute le adesioni tra la popolazione anziana ma la percentuale, denunciano gli Mmg, è ancora bassa. Nel frattempo il picco massimo sembra passato, per il sollievo delle strutture medico-sanitarie e anche dei medici di famiglia, che hanno contribuito a gestire i circa 8.800 casi di influenza stimati in provincia di Modena. Un virus che non va sottovalutato perché è la terza causa di morte fra le malattie infettive, dopo Tubercolosi e Aids.

Secondo gli esperti, per la stagione influenzale 2017-2018 saranno almeno 5 milioni gli italiani costretti a letti. Il virus colpisce in prevalenza bambini e anziani.

Secondo gli ultimi dati della rete Influnet dell'Istituto superiore di sanità, sono stati già colpiti 2 milioni di italiani, di cui 672mila nell'ultima settimana. "Anche se l'imminente picco dei casi non si è ancora registrato - ha spiegato Pregliasco - le notizie provenienti da altri Paesi non lasciano ben sperare, con il cosiddetto 'virus australiano' che desta particolare preoccupazione".

Anche se attualmente non c'è stata una buona corrispondenza tra vaccino e virus ora in circolazione, è indispensabile per aiutare ad alleviare la gravità e la durata dei sintomi dell'influenza. Questi sintomi perdurano per diversi giorni e, nei soggetti più deboli, possono insorgere gravi complicanze, purtroppo a volte dall'esito addirittura fatale.

Oltre alla vaccinazione ci sono alcune misure efficaci nel prevenire infezioni di questo tipo: lavarsi frequentemente le mani, coprire la bocca e il naso quando si starnutisce e tossisce e rimanere a casa nei primi giorni di malattia respiratoria febbrile per non contagiare le persone con cui si viene in contatto. Per tutte le altre patologie circolanti si parla di sindromi parainfluenzali, "ugualmente fastidiose - conclude - ma non pericolose come può essere l'influenza per alcune categorie".

Il virologo ribadisce l'importanza del vaccino, "che costituisce un salvavita per le categorie più fragili come i bambini, gli over 65 e coloro che sono affetti da patologie croniche". In particolare il vaccino garantisce la copertura per quanto riguarda i virus A-h1n1 e A-h3n2 e B. "Nei vaccini adiuvati, oltre all'antigene, cioè quella sostanza che è propria dei batteri o dei virus verso la quale dobbiamo innescare la difesa, contiene anche altre sostanze adiuvanti, che aiutano il sistema immunitario a reagire in maniera più efficace alla presenza del virus".

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