Mafia, arresti a Bagheria: "In contatto con Messina Denaro"

Mafia colpo a clan Bagheria 6 fermati

Mafia, arresti a Bagheria: "In contatto con Messina Denaro"

I Carabinieri del Comando provinciale di Palermo hanno fermato sei persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa ed estorsione ai danni di alcuni commercianti di Bagheria, cittadina alle porte del capoluogo siciliano. Si tratta della prosecuzione dell'indagine della compagnia di Bagheria denominata "Legame", che ha permesso di accertare "diversi casi di estorsione commessi da affiliati a Cosa nostra".

Per le indagini sono state fondamentali anche le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, che in passato avevano occupato ruoli apicali nel Mandamento di Bagheria. Liga era costantemente in contatto diretto con i vertici di Cosa Nostra, ne custodiva e gestiva l'arsenale (pistole, fucili e mitragliette con matricola abrasa) insieme ad altri indagati tra cui Salvatore Farina. "Oggi viene colpito quello che possiamo definire il processo di sostituzione di capi o affiliati storici con nuove generazioni di criminali, figli di capi appartenenti a famiglie influenti di cosa nostra - aggiunge Di Stasio - Infatti, dopo il recente arresto, a Palermo, di Giuseppe Biondino, noto figlio dell'autista e fiduciario di Riina, è stato assicurato alla giustizia Paolo Liga, nipote del capo mandamento di Bagheria", spiega il comandante provinciale dei carabinieri di Palermo Antonio Di Stasio. Lo stesso Liga si adoperava nella gestione diretta delle estorsioni ai danni di operatori commerciali della zona, coordinando costantemente le attività illecite dei fratelli Claudio e Riccardo De Lisi, a lui sottoposti. Liga teneva anche icontatti con Cosa Nostra palermitana e trapanese.

Le indagini avrebbero consentito di individuare i responsabili di una estorsione commessa dall'aprile 2014 fino a tutto il 2016, ai danni del titolare di una società che fornisce servizi di sicurezza per locali notturni. Tra questi figurano Sanzone Giuseppe e Liga Rosaria Maria, sorella di Paolo e nipote del capo mandamento Scaduto Giuseppe.

DONNA IN AFFARI. Rosaria Liga partecipava attivamente alla raccolta del denaro destinato, in quel momento, banche a finanziare la latitanza del fratello che, nel 2015, era sfuggito allora alla cattura disposta nell'operazione antimafia denominata Reset 2.

Le indagini hanno accertato il ruolo di Liga e dei De Lisi anche nel taglieggiamento a un intermediario finanziario di Bagheria (come si vede in queste intercettazioni), costretto a cedere la propria auto a fronte di una richiesta di 50mila euro da parte del clan.

All'operazione hanno partecipato circa 60 carabinieri, con l'ausilio di unità cinofile per la ricerca di armi ed esplosivi.

Agenpress - Tra i coinvolti anche Paolo Liga, nipote del boss Giuseppe Scaduto, capo mandamento di Bagheria, in carcere da ottobre.

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