Renzi: "Nostro avversario è l'incompetenza del M5S. Possiamo vincere"

Calcio il primogenito di Renzi convocato nella Nazionale Under 17

Renzi: "Nostro avversario è l'incompetenza del M5S. Possiamo vincere"

E quel che restava del bipolarismo all'italiana è venuto giù ufficialmente almeno a partire dalle elezioni del 2013, quando un terzo o giù di lì dei non moltissimi che si recarono alle urne decise di votare per i Cinque Stelle, per quanto "inutile", oltre che "dannosa", o "pericolosa", potesse essere considerata la loro scelta. Prima del segretario Dem, ad alzare il tiro, al Lingotto, nella convention Dem degli amministratori locali del partito, è stato Piero Fassino:: "Con questa amministrazione Torino è diventata una città che non ha idee e visioni e si sta compromettendo quello che questa città in 20 anni è riuscita a costruire".

"A me di Spelacchio non interessa granche'". Non importa se sia bello o brutto. Ogni Spelacchio è bello a mamma sua.

Infine, l'ex premier lancia un appello agli amministratori locali: "Oggi il problema, ha detto Obama, è che i cittadini non si fidano più o si fidano più degli amici di Facebook che dei soggetti istituzionali".

"Non puoi gridare onestà e alla prova dei fatti dimostrarsi incapace di risolvere i problemi".

"Per mesi e mesi- attacca ancora Renzi- si e' parlato del buon governo M5s" a Torino "ma per prima cosa hanno tagliato sulla cultura". Le coperture non esistono", mentre "il Pd non si mette a lanciare messaggi strabilianti, non abbiamo effetti speciali da offrire, noi diciamo bisogna continuare a diminuire le tasse.

I vecchi partiti, però, non ci sono più da un quarto di secolo. Effeti del riscaldamento globale. "Dove c'era Fini c'e' Meloni, dove c'era Berlusconi c'e' Berlusconi con qualche capello in piu'...".

Infine, la "carica" di Renzi a sindaci e amministratori del Pd, che ha spinto a coltivare la propria "rete territoriale" perché "sono in prima linea e sono capaci di infondere fiducia" con il loro lavoro quotidiano. Il segretario Pd a Radio Anch'io su Radio1, ricorda la minaccia spread che nel 2011 aveva spodestato Berlusconi da Palazzo Chigi: "Il Pd non stupisce con effetti speciali, ma continua con il lavoro di riduzione delle tasse". E sui sondaggi sfavorevoli è tranchant: "I leader i sondaggi li cambiano, non li seguono". Insomma il suo ragionamento, fatto ad una manifestazione a Torino, e' che sarà non la coalizione vincente bensì il primo partito a dettare legge. Noi siamo la forza di questo Paese e l'Italia ha bisogno di forza, non di debolezza. Forza e coraggio Pd! Il suo e' un corteggiamento ai moderati di Cavaliere per conviverli a votare per lui come voto utile.

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