Riva di Chieri: Embraco annuncia 500 licenziamenti. Fiom: chiude attività

Arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia

Arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia

La procedura per 497 lavoratori. Inutili i tentativi di mediazione delle istituzioni.

L'arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, su richiesta dei lavoratori Embraco ha promesso di scrivere a papa Francesco delle difficile situazione dell'azienda. Secondo Nosiglia, si tratta di uno "strumento" che "può dunque agevolare la ricerca del lavoro da parte dei giovani, il loro accompagnamento e la particolare cura che occorre avere con quei giovani spesso disorientati e sfiduciati di fronte a queste sfide che possono però rivelarsi anche come opportunità". L'atteggiamento dei vertici, al momento, non lascia presagire niente di buono anche se gli spazi per la trattativa non sono del tutto chiusi. Resta aperto anche il tavolo al Ministero per lo Sviluppo economico "per valutare strade alternative ai licenziamenti" prosegue il sindacalista. Dalla riduzione dei volumi, annunciata nelle scorse settimane, si passa al loro azzeramento, e quindi alla chiusura dell'attività produttiva.

Non inizia nel migliore dei modi il 2018 per i lavoratori di Embraco.

La nota dell'azienda - Intanto in una nota l'azienda del gruppo Whirpool ha spiegato che Embraco procederà alla cessazione della produzione nello stabilimento nel Torinese mantenendo comunque una presenza in Italia. "Prima di giungere a questa decisione sono stati attentamente valutati diversi scenari alternativi ma nessuno di questi ha rappresentato una soluzione appropriata per continuare la produzione nello stabilimento". "L'Italia rimane un paese importante per Embraco che manterrà qui una presenza con un ufficio commerciale al fine di continuare ad assistere la propria clientela". Embraco avvierà la procedura sindacale relativa alla cessazione della produzione nello stabilimento di Riva, si legge ancora, "pienamente consapevole delle sue responsabilità nei confronti dei propri dipendenti".

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