Roma, Marino condannato a 2 anni per la vicenda scontrini

Condannato a 2 anni ex sindaco PD Ignazio Marino Maddalena Visconti

Condannato a 2 anni ex sindaco PD Ignazio Marino Maddalena Visconti

Qui Marino era stato indagato assieme a un suo dipendente che, secondo i magistrati, aveva simulato tre assunzioni (in realtà inesistenti) alla onlus. Era accusato di peculato e falso.

Ignazio Marino condannato a due anni per peculato e falso. Il Pg Vincenzo Saveriano aveva chiesto una condanna a 2 anni e mezzo.

Nella requisitoria la procura aveva sottolineato "26 delle 54 cene avvennero in giorni festivi o prefestivi, questa circostanza porta a considerare che si trattò di incontri avvenuti in tempi liberi da impegni istituzionali". La terza Sezione della Corte d'Appello della Procura di Roma ha confermato l'assoluzione già ottenuta in primo grado per l'ex sindaco dall'accusa di truffa in relazione ad alcune consulenze della sua Onlus, Imagine. La vicenda giudiziaria riguardava una cinquantina di cene pagate con la carta di credito che gli fu rilasciata durante il suo mandato dall'amministrazione capitolina.

Si ribalta quindi la sentenza rispetto al primo grado nel quale l'ex sindaco di Roma era stato assolto. La condanna é di 2 anni. Il caso degli scontrini, che costò all'ex sindaco la sfiducia da parte del suo partito, il Partito democratico, e le conseguenti dimissioni riguarda 56 rendiconti di spese in totale, soprattutto cene.

Marino ha lasciato la corte d'Appello di Roma senza rilasciare dichiarazioni. E ha poi ricordato l'esiguità della cifra in discussione spese per le cene a fronte dell'attività del sindaco della Capitale d'Italia.

9 su 10 da parte di 34 recensori Roma. La corte ha fatto cadere alcune contestazioni dopo la presentazione di documenti. Il penalista ha concluso affermando che Marino, assolto in primo grado, "in soli 28 mesi da sindaco ha dimostrato come si potesse cambiare il volto di una città". Con il mio assistito ricorrerò in Cassazione confidando in una valutazione aliena da sospetti di natura politica. Non posso non pensare che si tratti di una sentenza dal sapore politico proprio nel momento in cui si avvicinano due importanti scadenze elettorali per il Paese e per la Regione Lazio.

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