Trump insulta gli immigrati africani, poi torna indietro: "Mai usato quel linguaggio"

Trump inno nazionale

Daca, c'è un giudice a San Francisco: e il sogno di Trump diventa incubo

Nuovo affondo shock di Donald Trump sugli immigrati: il presidente americano durante un incontro con alcuni membri del Congresso, che gli chiedevano di riconsiderare la decisione di togliere lo status di protezione agli immigrati provenienti da Haiti, El Salvador e Africa, ha utilizzato l'espressione volgare "shitole countries". La Casa Bianca, accettando l'invito dell'Onu, conferma quanto detto e replica attraverso le parole del secondo portavoce Raj Shah: "Il presidente combatterà sempre per gli americani, a differenza di altri che lo fanno per paesi stranieri". I giornalisti hanno messo in guardia sul genere di linguaggio ma non hanno "salvato" Trump dal suo gergo imbarazzante. Per aiutare le centinaia di migliaia di persone in fuga da questi paesi venne apportata una modifica alla normativa sullo Stato di Protezione Temporanea (TPS), introdotta durante la presidenza Bush, nel 1990. Un attacco che gli è valsa anche l'indignazione delle Naizoni Unite. Un'uscita decisamente razzista, definita come "benzina sul fuoco, una frase non consona con il modo in cui un presidente si dovrebbe comportare" dal senatore repubblicano Adriano Espaillat, di origini dominicane. "Abbiamo voluto essere sicuri che i lettori capissero esattamente la portata della notizia" ha spiegato Phil Corbett del New York Times, che pure ha quantomeno salvato il titolo dall'orrida etichetta.

Questa settimana l'amministrazione Trump ha annunciato che stava ritirando i TPS di oltre 200mila persone provenienti da El Salvador. A sorpresa in un'intervista al Wall Street Journal afferma di "avere probabilmente un rapporto molto buon con Kim Jong Un". Alla domanda su possibili colloqui fra Trump e Kim, il presidente risponde: "Non commento".

Sulle televisioni statunitensi, alcune emittenti davano avvertimenti sui contenuti o evitavano di dire la parola del tutto. "No!", ha scritto. In realtà, secondo i media inglesi, teme contestazioni di massa. "Io ne vorrei di più da paesi come la Norvegia". L'annullamento della visita ha scatenato polemiche in Gran Bretagna. Una soluzione che sia, però, un'alternativa al rimpatrio. "Forse a lui non piacevano quelle prospettive".

Altre Notizie