Vaticano, Papa Francesco contro i pastori dalla doppia vita: "Malati, solo putredine"

Vaticano, Papa Francesco contro i pastori dalla doppia vita:

Vaticano, Papa Francesco contro i pastori dalla doppia vita: "Malati, solo putredine"

Tematiche e prospettive culturali in sintonia con le speranze dei giovani che per nuovi diritti scesero in strada.

Tra i diritti umani richiamati da Francesco, c'è stato anche quello alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione, che include la libertà di cambiare religione: "Purtroppo è noto come il diritto alla libertà di religione sia sovente disatteso e non di rado la religione divenga o l'occasione per giustificare ideologicamente nuove forme di estremismo o un pretesto per l'emarginazione sociale, se non addirittura per forme di persecuzione dei credenti". Come dire che gli studenti scesero in campo con le migliori intenzioni chiedendo alle istituzioni educative e politiche di applicare la convenzione universale.

"Desidero esprimere - ha aggiunto - particolare gratitudine all'Italia che in questi anni ha mostrato un cuore aperto e generoso e ha saputo offrire anche dei positivi esempi di integrazione". A settant'anni dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, l'invito finale è all'insegna della lungimiranza: la stessa dei costruttori delle cattedrali medievali disseminate nel nostro Continente.

Mentre sulla guerra in Siria, Papa Francesco ha ricordato al Corpo Diplomatico che "è importante che possano proseguire, in un clima propositivo di accresciuta fiducia tra le parti, le varie iniziative di pace in corso in favore della Siria, perché si possa finalmente mettere fine al lungo conflitto che ha coinvolto il Paese e causato immani sofferenze". "Nondimeno - ha concluso - si è adoperato attivamente, comprendendo di essere parte di un progetto, di cui avrebbero goduto i suoi figli, i quali - a loro volta - lo avrebbero abbellito ed ampliato per i loro figli".

Multilateralismo. Dalla fine della Grande Guerra, esattamente un secolo fa, esordisce il Papa, si possono ricavare due moniti: il primo è che "vincere non significa mai umiliare l'avversario sconfitto", il secondo è che "la pace si consolida quando le nazioni possono confrontarsi in un clima di parità", come ha intuito proprio cent'anni fa il presidente statunitense Wilson.

Non dissimile il discorso, il 5 gennaio 2018, a 400 congressisti dell'Associazione italiana maestri cattolici, che ebbe tra i fondatori nel 1944 l'alessandrino-torinese Carlo Carretto: "Sono convinto che è rotto il patto educativo tra scuola, famiglia e Stato".

E' a questo punto il riferimento di Francesco al Sessantotto, una prima in assoluto nei documenti pontifici. Cosa c'è dentro che ci porta? Il rischio, per Francesco, è che "si vengano a instaurare moderne forme di colonizzazione ideologica dei più forti e dei più ricchi a danno dei più poveri e dei più deboli". Né bisogna dimenticare che la libertà di movimento, come quella di lasciare il proprio Paese e di farvi ritorno appartiene ai diritti fondamentali dell'uomo. Penso anzitutto ai bambini innocenti, scartati ancor prima di nascere; non voluti talvolta solo perché malati o malformati o per l'egoismo degli adulti.

"Difendere il diritto alla vita, la libertà e l'inviolabilità di ogni persona". Molto lo spazio dedicato a fenomeni che angustiano sempre di più anche le popolazioni europee che leggono il problema degli immigrati con l'ottica della paura. Nella tradizione giudeo-cristiana, la storia della salvezza è essenzialmente storia di migrazioni. Per Bergoglio "occorre dunque uscire da una diffusa retorica sull'argomento e partire dalla considerazione essenziale che davanti a noi ci sono innanzitutto persone". Bergoglio ringrazia gli Stati che "si sono prodigati in questi anni per fornire assistenza ai numerosi migranti giunti ai loro confini".

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