Il mais Ogm? "Non comporta maggiori rischi per la salute"

Il mais Ogm è sicuro

Il mais Ogm? "Non comporta maggiori rischi per la salute"

La notizie emerge da uno studio ventennale condotto da Scuola Superiore Sant'Anna e Università di Pisa.

Il mais ogm non è pericoloso per la salute.

Nessun rischio per la salute umana, animale o ambientale dal mais transgenico, ossia geneticamente modificato con geni altre specie. E la conferma arriva appunto dallo studio che i ricercatori della Scuola Superiore Sant'Anna e dell'Università di Pisa, hanno condotto con il coordinamento di Laura Ercoli, docente di Agronomia e Coltivazioni Erbacee all'Istituto. Allo studio hanno collaborato anche Elisa Pellegrino, Stefano Bedini e Marco Nuti. Gli autori hanno paragonato le varietà transgeniche con le non transgeniche, dimostrando che il mais Ogm è più produttivo (5,6-24,5%), non ha effetto sugli organismi "non-target" (cioè non bersagli della modificazione genetica), riduce gli insetti dannosi ai raccolti e contiene concentrazioni minori di micotossine (-28,8%) e fumonisine (-30,6%) nei chicchi.

La Corte europea di Giustizia di recente aveva sentenziato che, a meno di una "evidenza significativa" sul serio rischio alla salute umana, animale e ambientale portato dalla coltivazione di piante geneticamente modificate, gli Stati Membri non possono adottare misure d'emergenza per proibirne l'uso. A indicarlo il primo studio che ha raccolto dati relativi a 21 anni di coltivazioni.

Intanto in Italia quasi 7 cittadini su 10 (69%) considerano gli alimenti con organismi geneticamente modificati (Ogm) meno salutari di quelli tradizionali, mentre l'81% non mangerebbe mai carne e latte proveniente da animali clonati o modificati geneticamente.

Sui motivi che conducono allo stop della coltivazione Ogm da parte degli agricoltori, a parte forse la pressione di un'opinione pubblica contraria che si traduce nell'automatica eliminazione del prodotto "Ogm" dalla spesa, anche, secondo la Coldiretti, "la dimostrazione concreta della mancanza di convenienza nella coltivazione Ogm nonostante le proprietà miracolistiche propagandate dalle multinazionali che ne detengono i diritti". Lo dimostra il fatto che sono rimasti solo due Paesi, Spagna e Portogallo, a seminare Ogm nel Vecchio Continente, dove si registra un ulteriore calo del 4,3% in un anno della superficie coltivata, secondo l'analisi della Fondazione francese Inf'Ogm. "Voglio seminare questo prodotto - ha aggiunto - perché voglio mangiare sano e in maniera economicamente compatibile, altro che biologico, che rappresenta una colossale montatura pubblicitaria a scopo promozionale ed è pieno di tossine". "Anche Repubblica Ceca e Slovacchia - continua Coldiretti - hanno infatti abbandonato la coltivazione e si sono aggiunte alla lunga lista di Paesi "Ogm free" dell'Unione Europea". Questo mais, inoltre, non ha mostrato particolari effetti sugli insetti, tranne sul braconide parassitoide, nocivo per la pianta.

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