La politica si muove contro il caso Embraco

Embraco Calenda a lavoratori non molliamo

La politica si muove contro il caso Embraco

La Embraco infatti vuole chiudere lo stabilimento di Riva di Chieri (Torino) per trasferire tutta la produzione in Slovacchia. Secondo il ministro dello sviluppo economico Bratislava farebbe gioco facile con le multinazionali sfruttando condizioni di gran vantaggio anche grazie ai Fondi strutturali europei, che teoricamente non potrebbero esser usati per questo scopo. E lavoratore di quelli che ha trascorso buona parte della sua vita (professionale e non) in Embraco si è incatenato ai cancelli della fabbrica. Insomma, adesso tra il governo e la società brasiliana del gruppo Whirlpool è davvero scontro.

E oggi il Ministro è volato a Bruxelles per conferire con il Commissario Ue alla concorrenza Margrethe Vestager. I lavoratori hanno anche proclamato quattro ore di sciopero. Calenda ha poi aggiunto che "non si comprende questo atteggiamento perché la differenza fra quello che hanno proposto loro e quello che diciamo noi non è materiale".

L'Associazione Nobilita si pone l'obiettivo di mettere in campo idee che possano creare occupazione e di avviare iniziative che avvicinino le aziende ai lavoratori cercando soluzioni concrete allo sviluppo di nuovi posti di lavoro.

Alla proposta del governo di fermare licenziamenti e cassa integrazione "Embraco ha risposto negativamente, si conferma un atteggiamento di totale irresponsabilità dell'azienda".

Intanto Uilm e Fiom stanno valutando di organizzare, con il coinvolgimento delle istituzioni, una manifestazione davanti all'Europarlamento a Bruxelles "per sottolineare la totale irresponsabilità dell'Embraco".

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. "Ogni proposta che non preveda il ritiro dei licenziamenti e l'avvio di un piano di reindustrializzazione per noi è inaccettabile". Embraco gestisce uno stabilimento a Riva di Chieri, un comune della città metropolitana di Torino che, dallo scorso autunno, rischia la chiusura. "Mi aspetto che il governo trovi comunque il modo di far tornare sui propri passi l'Embraco. Se hanno dei dubbi interpretativi sono disponibile a scrivere una lettera di mio pugno, rassicurandoli sui dubbi interpretativi". Nel frattempo attiviamo urgentemente un percorso con Invitalia di reindustrializzazione. Viene invece respinta una proposta che sarebbe stata fatta dai legali di proseguire fino a novembre l'attività a Chieri ma "offrendo" ai lavoratori solo un lavoro part time per poi prendere il volo per la Slovacchia. Non vi è stata risposta.

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