Macerata, allarme centri sociali: trovate le mazze per gli scontri in città

Macerata: Fiom aderisce a manifestazione nazionale contro il fascismo

Mobilitazione dopo la sparatoria di Macerata, anche da Rimini alla manifestazione 'contro fascismo e razzismo'

Queste le parole del Csa Sisma, organizzatore e primo promotore della mobilitazione antirazzista e antifascista che ha richiamato nella città marchigiana movimenti, centri sociali, realtà autorganizzate e singoli cittadini che hanno dato vita al grande corteo. Di seguito riportiamo il testo per esteso. Hanno fatto un atto di amore verso la comunità. Durante il contatto tra manifestanti e agenti sono volate anche delle manganellate. È opportuno brevemente riepilogare gli accadimenti delle ultimi folli ore.

"A Macerata oggi perchè è giusto e necessario: contro il fascismo, contro il razzismo".

Il lancio della manifestazione si è immediatamente diffuso determinando larghissime adesioni in tutta Italia e persino dall'estero. Nonostante condivida il messaggio della manifestazione antifascista, Carancini ha spiegato con una nota: "Col cuore oggi sarò in piazza, ma, per coerenza, riconfermo che la città ha bisogno di respirare". La manifestazione di sabato, invece, era stata indetta dalla CGIL e da associazioni vicine alla sinistra come l'Anpi, l'Arci e Libera. I partecipantial corteo hanno attaccato manifesti invitando a scendere inpiazza, ma tanti altri hanno serrato i portoni con catene etavole di legno. Non accettiamo le minacce del ministro Minniti.

Digiuno anche per il giovane Traini che, a quanto si è letto, avrebbe una diagnosi di "disturbo borderline di personalità", espressione che indica una disturbo "al limite tra la nevrosi e la psicosi" e non un atteggiamento originale.

La rete antifascista di Avellino presente alla manifestazione di Macerata, nel rispetto e nella tutela dei diritti garantiti dalla nostra Costituzione antifascista.

La destra xenofoba e le formazioni politiche che si richiamano agli ideali del fascismo, nel non condannare apertamente i fatti di Macerata, si stanno assumendo una enorme responsabilità di fronte al Paese, rischiando di farlo precipitare in un baratro sociale e culturale di portata storica.

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