Meloni contro il direttore del Museo egizio. Poi la smentita: fake news

Torino la minaccia di Fd'I

Giorgia Meloni davanti all'Egizio con Christian Greco

"Quelle sono cose che fa Renzi, noi siamo di vedute più aperte.". Il Consiglio ricorda che l'Egitto è il luogo di provenienza delle collezioni e che, come spesso ripete il Direttore, questa istituzione "ha l'onore e l'onere di custodire un patrimonio culturale che è di tutti e la cui accessibilità è una priorità assoluta e una precisa responsabilità di chi lo gestisce in piena ottemperanza all'art". Giorgia Meloni parla insomma di fake news, dopo l'intervento del ministro Franceschini in difesa della direzione del museo: "Noi - ha replicato il ministro Dario Franceschini - le persone indipendenti e competenti come Greco le chiamiamo per dirigere i musei". Una distinzione che evidentemente non era chiara all'ex ministro delle gioventù Meloni. "Esprimo solidarietà al direttore del museo egizio che è bene ricordare ha vinto un bando" conclude Bonelli.

(ASI) "Silenzio sui cori vergognosi al corteo antirazzista di Macerata contro i martiri delle foibe, nessuna presa di distanza sulle parole degli esponenti toscani di LeU per i quali è giusto vietare ad una forza politica rappresentata in Parlamento di fare campagna elettorale, scena muta sul brigadiere aggredito selvaggiamente dai centri sociali a Piacenza". "Noi contestiamo lo sconto su base etnica". Spero solo che si possano fare in termini e toni normali.

E durante l'anno, il museo garantisce promozioni anche ad altre categorie d'utenti: la formula del "due biglietti al prezzo di uno" riservata ai cittadini provenienti dai paesi arabi è stata concessa alle coppie per San Valentino, mentre veniva estesa la gratuità a un genitore con figlio per la festa del papà e per la festa della mamma, e ancora riduzioni per chi, il giorno della "Partita del Cuore", si fosse presentato al museo col biglietto dello stadio. A questo punto occorre capire che cosa aveva detto davvero la Meloni. Quest'anno tuttavia cade con la campagna elettorale per le prossime elezioni politiche del 4 marzo, ed è probabilmente la ragione per cui Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, non ha esitato a bollarla nel mese di dicembre come "delirante" e "aberrante", poiché pensata per avvantaggiare una particolare minoranza linguistica nonostante nonostante il Museo Egizio goda di "sovvenzioni pubbliche" e sia "finanziato coi soldi degli italiani".

A Greco non sono sono mancati appelli di solidarietà come quello del presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino che in risposta a quanto detto dalla leader di Fdi ha dichiarato: "Sono dichiarazioni di inaudita gravità che tradiscono la natura intollerante di costoro; sarebbe bene che i loro alleati in doppiopetto berlusconiano si pronunciassero". Nello specifico, è stato Federico Mollicone, responsabile della comunicazione del partito, a minacciare lo "spoil system automatico per tutti i ruoli di nomina", in modo da ricondurre il mondo della cultura sulla retta via. Un pensiero debole che distrugge la propria storia e identità a favore delle altre. Questo annuncio controverso è arrivato a pochi giorni di distanza da un acceso confronto tra la leader di FdI, Giorgia Meloni, e lo stesso direttore, accusato di essere un razzista al contrario, ovvero verso gli italiani.

Crosetto spiega il perché della protesta di FdI. Probabilmente nella sua testa cultura egiziana e cultura islamica sono un tutt'uno.

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