Schulz rinuncia: non farà il ministro

Schulz rinuncia: non farà il ministro

Schulz rinuncia: non farà il ministro

Venerdì un altro brutto colpo: il socialdemocratico Martin Schulz, finora a capo delle trattative con la CDU della Merkel, ha detto che non farà parte del futuro esecutivo, ormai vittima dei suoi stessi volta faccia. Il riferimento è al durissimo attacco rivolto a Schulz dal collega di partito e ministro degli Esteri uscente Sigmar Gabriel che con un intervento sul gruppo editoriale Funke lo aveva accusato di aver mancato alla parola data all'indomani delle elezioni.

Se dovessero prevalere i "no" alla Grosse Koalition potrebbero naufragare gli assetti di potere del partito che hanno preso forma in questi due giorni, con la presidenza promessa a Andrea Nahles e il ministero delle finanze assegnato al sindaco di Amburgo Olaf Scholz, che del prossimo governo tedesco dovrebbe essere anche cancelliere.

Le elezioni di oltre quattro mesi fa hanno tuttavia consegnato uno scenario politico per il quale il ricoinvoglimento dell'Spd di Schulz si è rivelato una scelta obbligata, la quale sarà a breve sottoposta al voto degli iscritti al partito. Sull'esito non vi è alcuna certezza e Schulz ha pertanto spiegato di volersi tirar fuori dal gioco proprio per togliere carte agli avversari.

Martin Schulz ha negoziato assiduamente soprattutto sui temi della coalizione che riguardano l'Europa che rappresentano un cambio di politica per tutto il continente. Il quarto governo Merkel in ogni caso non nasce in acque tranquille: le critiche infatti non sono solo nella Spd ma anche nel campo conservatore: molti nel partito di Merkel le rimproverano di aver ceduto troppo per ottenere l'accordo con la Spd, sia in termini di programma di governo sia di poltrone ministeriali.

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