Congresso Fnopi. Sì alla prescrizione infermieristica, ma la Lorenzin frena gli entusiami

Congresso Fnopi. Sì alla prescrizione infermieristica, ma la Lorenzin frena gli entusiami

Congresso Fnopi. Sì alla prescrizione infermieristica, ma la Lorenzin frena gli entusiami

Gli infermieri potranno prescrivere alcuni farmaci e presidi sanitari. "Se si parla di possibilità di abilitare operatori sanitari alla prescrizione stupisce che questo tipo di apertura non venga rivolta ai farmacisti che hanno una profonda conoscenza del farmaco, garantita da un corso di studi universitario, e che sono gli operatori più vicini al paziente dopo la dismissione ospedaliera". Certo è che per portare fino in fondo l'idea c'è bisogno di significative modifiche di legge. Non è del tutto o forse proprio per niente favorevole a questa idea, il Presidente della Federazione Nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri Filippo Anelli il quale ha commentato questa risposta con un categorico No nella mattinata di ieri, durante il Congresso della Federazione degli ordini delle professioni infermieristiche ripresa dal DG AIFA Mario Melazzini di studiare le forme di prescrizione e di medicinali da parte degli infermieri. Spiegando che si tratta di "un problema centrale dell'assistenza sanitaria", che tocca "l'inserimento e accompagnamento all'interno di un percorso terapeutico del paziente, in cui giocano un ruolo importante tutte le diverse figure dei professionisti sanitari". "In molti Paesi questa possibilità già esiste".

Anche gli infermieri potrebbero prescrivere i farmaci, un'azione finora riservata ai medici.

Entusiasmo, subito smorzato da Beatrice Lorenzin, che ha sottolineato come l'ipotesi della prescrizione da parte degli infermieri non sia in agenda in questo momento: "Penso ci saranno altri momenti e altri luoghi nei quali riflettere su questo". In questo senso, il dirigente ha giudicato gli infermieri "fondamentali nel rapporto quotidiano con il malato", nonché al fine di "garantire l'aderenza terapeutica e la sostenibilità del sistema, evitando trattamenti inappropriati e conseguente spreco di risorse pubbliche". Le competenze del medico non gli derivano da un'investitura soprannaturale, ma sono acquisite in ragione di percorsi formativi condivisi da tutte le istituzioni e gli attori coinvolti: "dal parlamento, dal governo, dal ministero della Salute e dal Miur, dalla Conferenza Stato Regioni, dalle università, dagli Ordini, dai rappresentanti dei professionisti del Servizio Sanitario Nazionale". Inoltre, ha precisato che "la prescrizione non è un fatto automatico, ma la conclusione di un percorso articolato che passa attraverso la diagnosi, anche differenziale", e pertanto essa "non può essere estrapolata dalla relazione di cura tra il medico e il suo paziente".

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