Di Maio a partiti: cambiamo l'Italia, mostrate responsabilità

Di Maio a partiti: cambiamo l'Italia, mostrate responsabilità

Di Maio a partiti: cambiamo l'Italia, mostrate responsabilità

"Se vengono da me con un nome credibile, sono pronto a farne un altro altrettanto credibile", sostiene Matteo Salvini. I coltelli, nel Pd, sono lunghi assai. "Io non voglio perderla e chi ha scelto di ostacolare a tutti i costi il cambiamento faccia pure, ma sappia che non si può fermare il vento con le mani e che noi nonostante tutto cambieremo l'Italia" conclude. Cara sanità ok va tutto bene, tuttavia non farti illusioni è tutto da vedere ma intanto volevo dirti che sono contento per come sono andate le cose. E lo stesso vale per Antonio Tasso che si è affermato nell'uninominale a Cerignola con il 43,8%, mentre Salvatore Caiata presidente del Potenza calcio, si è imposto nel collegio uninominale della città lucana.

Gli scenari politici sono due, non avendo nessun partito politico la maggioranza assoluta: il Pd che sostiene il centrodestra, con Salvini presidente del Consiglio e questo nuocerebbe gravemente in termini di consensi elettorali futuri, sia alla Lega che al Pd. È nell'area geografica di Chiamparino che fonti del M5S suggeriscono di guardare, all'asse ligure-piemontese-lombardo. Del resto, ci sarebbero anche alcuni punti in comune nei rispettivi programmi elettorali.

Dal M5S smentiscono invece abboccamenti tra i vertici e ambienti renziani.

Questo sfondo di tensioni spiega perché il M5S scommetta su un Pd meno rigido col passare dei giorni. Hanno sollevato e cavalcato onde di paura e rabbia, diverse tra loro ma convergenti soprattutto nel comune e catartico antieuropeismo, appena declinato con gradazioni differenti. E nel frattempo accoglie con piacere le aperture degli industriali e le dichiarazioni a favore del M5S di chi, come l'ex direttore di Repubblica Eugenio Scalfari, dichiara da Floris di preferire Di Maio a Salvini. E tra le righe prova a spingere per un'ipotesi piuttosto che per un'altra. Noi siamo qui e faremo la nostra parte in piena autonomia e in piena libertà chiunque ci governerà. La formula del sostegno esterno, sul modello di quanto avvenuto in Spagna con i socialisti che hanno sbloccato l'impasse in cui era precipitato Mariano Rajoy del Ppe, è stata proposta da Emiliano e Boccia. Anche in questo caso, però, la realtà appare molto in dissonanza dalle previsioni: a detta di Orlando e del versante maggioritario dei piddini, una convergenza coi 5 Stelle è altamente improbabile, e anche Di Maio ha più volte evidenziato che una trattativa con Renzi - benché sia quasi dimissionario - sarebbe di difficile gestione. I grillini scommettono sulla neutralità di Mattarella. Il problema è sempre lui: Matteo Renzi.

Dopo aver parlato ancora di quella che lui chiama la "Terza Repubblica" e di quello che significa - fa vagamente riferimento a un maggior coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali - Di Maio torna a chiedere agli altri partiti di sostenere un suo futuro governo, presentando la cosa con una certa ineluttabilità binaria: da una parte ci sono gli interessi dei cittadini, e sono sicuramente quelli in base a cui il Movimento 5 Stelle e solo il Movimento 5 Stelle è stato votato, dall'altra quelli dei partiti. A quel punto, se lo spauracchio del ritorno alle urne non basterà a convincere i dem, il M5S potrebbe tornare a guardare alla Lega. Catello Vitiello, estromesso perché in passato iscritto a una loggia massonica, è eletto a Castellammare di Stabia con oltre il 46% delle preferenze.Quindi che si fa?

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