Draghi: "Recuperati tutti i posti di lavoro persi durante la crisi"

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Infatti sono aumentati i lavori part-time e quelli a termine.

In quest'ottica Draghi ribadisce che i tassi d'interesse "resteranno sui livelli attuali ben oltre la fine del Qe", cioè a zero, e sottolinea che per chiudere lo stesso Qe, ossia il piano di acquisto titoli, "occorre che ci sia una condizione chiara: dobbiamo vedere una correzione sostenibile nel percorso dell'inflazione verso il nostro obiettivo vicino al 2%" e dunque "la politica monetaria dovrà essere ancora paziente, persistente e prudente". Il numero uno della Bce ha smorzato tuttavia i timori su futuri eventuali aggiustamenti alla politica monetaria della banca centrale, affermando che le modifiche rimangono prevedibili e che ogni cambiamento avverrà in modo ponderato. A dirlo è il presidente della Bce, Mario Draghi, parlando a Francoforte. La valutazione "positiva" delle prospettive di crescita dell'eurozona si riflette nelle ultime proiezioni macroeconomiche della Bce, "che vedono il Pil in aumento del 2,4% nel 2018, dell'1,9% nel 2019 e dell'1,7% nel 2020". In particolare "gli effetti immediati delle nuove misure sull'Eurozona saranno probabilmente modesti ma potenzialmente quelli successivi potrebbero avere conseguenze più serie se dovessero aumentare le tensioni commerciali" a livello globale.

Il presidente del PSE e l'ex primo ministro bulgaro si sono incontrati con il presidente della BCE per delineare le priorità di PES per la convergenza economica, posti di lavoro di qualità e salari e la necessità di forti investimenti in tutta Europa.

"Le riforme del lavoro" nell'Eurozona "hanno incoraggiato lavoratori più anziani e donne ad entrare nel mondo del lavoro", ha detto ancora sottolineando che "tre quarti della crescita dell'occupazione durante la ripresa è rappresentata da lavoratori più anziani e più della metà da donne". Nel corso di un'intervista rilasciata ai giornalisti Pierre Sorlut e Barbara Tasch del quotidiano lussemburghese Luxemburger Wort , Mersch ha detto che lo shock può essere "sia positivo che negativo" ma che, "maggiori sono gli squilibri, meno l'economia è preparata ai cambiamenti di politica monetaria".

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