Eni punta all'atomo ed entra nel progetto della fusione nucleare

Eni partecipa allo sviluppo della fusione nucleare del Mit

Eni partecipa allo sviluppo della fusione nucleare del Mit di Matteo Testa, 9 marzo 2018

Produrre energia pulita dalla fusione dell'idrogeno.

CFS è stata costituita da un gruppo di ex ricercatori e scienziati del MIT che da anni è impegnato nelle ricerche sulla fisica del plasma e sulla fusione.

Eni investe inizialmente 50 milioni di dollari, il che le permette di entrare a far parte del Cda e portando il proprio patrimonio di know-how industriale e risorse finanziarie.

Al centro del progetto Eni-CFS c'è la scommessa su una nuova classe di superconduttori ad alta temperatura per realizzare un reattore più semplice, piccolo ed economico di quelli studiati sino a oggi. Tre le fasi in cui è diviso il progetto: nella prima è previsto lo sviluppo di magneti a superconduttori ad alta temperatura, nella seconda la realizzazione di un reattore sperimentale, nella terza la costruzione e l'esercizio del primo impianto industriale in grado di garantire produzione continuativa e remunerativa di energia da fusione.

L'ingresso di Eni nella CFS sarà perfezionato entro il secondo trimestre del 2018. La fusione è la vera fonte energetica del futuro, poiché completamente sostenibile, non rilascia né emissioni né scarti, ed è potenzialmente inesauribile.

Nonostante l'Italia abbia scelto di dire no a questa fonte di energia, le nostre aziende sono da sempre attive nell'ambito.

Altre Notizie