Tim - quasi 5 milioni di euro di multa per la pubblicità ingannevole

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Tim - quasi 5 milioni di euro di multa per la pubblicità ingannevole

L'Antitrust, ovvero l'Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, pare abbia multato TIM per una somma complessiva di 4,8 milioni di euro per pubblicità ingannevole sulla fibra ottica.

Infatti, secondo quanto si legge nel comunicato dell'autorità, l'azienda ha utilizzato dei messaggi che facevano chiaramente intendere che la connessione fornita sarebbe stata, integralmente, in fibra ottica e la velocità di connessione [VIDEO] sarebbe stata resa disponibile a livelli massimi. Secondo l'Autorità, "in conseguenza di tale condotta omissiva e ingannevole, il consumatore, a fronte dell'uso del termine onnicomprensivo 'fibra', non è stato messo nelle condizioni di individuare gli elementi che caratterizzano, in concreto, l'offerta".

"Nelle pubblicità Telecom si riscontra assenza di un'informazione chiara sulle caratteristiche e la qualità del servizio".

Inoltre, emerge dall'indagine Antitrust l'utilizzo prevalente da parte di Telecom della tecnologia FTTC (Fiber to the cabinet) rispetto all'Ftth (Fiber to the home), mentre i claim pubblicitari di Telecom Italia daL 2016 a tutto il 2017 indicano prestazioni di "massima velocità" e "navigazione ultraveloce" con la fibra di Tim.

TIM ha fatto la furba, il Garante non ha gradito: arriva una multa di 4.8 milioni di euro per le pubblicità legate alla connettività in fibra che per il Garante non sono trasparenti con i consumatori e non promettono quello che realmente offrono.

In poche parole l'operatore durante le sue campagne pubblicitarie che riguardavano la Fibra ottica ha omesso di informare i suoi consumatori circa le reali caratteristiche offerte e su alcune limitazioni. "La condotta ingannevole e omissiva risulta assumere particolare rilievo in considerazione dell'importanza del settore economico interessato, caratterizzato da modelli di consumo ed esigenze degli utenti che stanno mutando radicalmente a fronte di una crescente offerta di servizi digitali", aggiunge ancora l'Agcom.

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