Treviso, neonati vittime della dieta vegana?

Casanowe via Getty Images

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Proprio di recente, gli esperti dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze avevano messo in guardia sulle conseguenze della dieta vegana in gravidanza. Sono addirttura triplicati. La causa principale sarebbe l'aumento della diffusione della dieta vegana tra le neo-mamme. Se da una parte c'è chi considera questo tipo di alimentazione la giusta via da seguire, oltre che in un certo qual modo una filosofia di vita, sono sempre di più i medici che dicono no alla dieta vegana in gravidanza. "Non c'è nessuna contrapposizione alla scelta vegana ma è bene condividerla con il medico per evitare di correre inutili rischi". Infatti, non di rado i pediatri dell'area di Treviso incontrano bambini con carenze vitaminiche e con generali carenze di tutti gli elementi nutritivi necessari al corretto sviluppo. E secondo il Rapporto Eurispes i vegani sono passati dall'1% del 2016 al 3% del 2017.

All'indomani del caso trevigiano, a schierarsi contro le scelte alimentari vegane in gravidanza è Francesco Francini, dell'Azienda ospedaliera di Padova e coordinatore per il Triveneto della Società Italiana di Nutrizione Umana (Sinu).

Sul piano statistico è stato rilevato che i vegani e vegetariani sono circa l'8% della popolazione.

I rischi di sottoporre dei bambini ad un dieta vegana sono molteplici.

L'allarme è sorto a seguito di due casi di cronaca verificatesi a distanza di pochi mesi che hanno preoccupato i medici: due neonati sono stati ricoverati in ospedale per gravi deficit causati da carenze nutrizionali.

La carenza materna di B12 si trasferisce al piccolo in utero ma anche in fase di allattamento al seno. Sugli scaffali dei supermercati negli ultimi anni si sono moltiplicati i prodotti a base vegetale, alternativi a carne, affettati, formaggi e uova.

Altro punto cruciale: il latte. Il latte materno o quello in polvere (a fini pediatrici) non può essere sostituito con i cosiddetti "latte di soia" o "latte di mandorle" destinati al consumo degli adulti.

Il latte è un alimento complesso che, per definizione, deriva dalla ghiandola mammaria di un animale, e non può essere copiato senza avere delle perdite. Comunque con l'assunzione di un integratore di vitamina B12. Per la mamma in dolce attesa basta un esame del sangue, mentre per controllare il benessere del feto esiste un apposito screening neonatale.

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