VENEZIA. Olimpiadi 2026: Zaia, non vogliamo andare contro nessuno

Luca Zaia

Luca Zaia

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha infatti avanzato l'ipotesi di una candidatura delle Dolomiti a sede delle Olimpiadi invernali del 2026, attraverso una rete di località fra Veneto, Trentino e Alto Adige. Seguendo un copione già visto, ad esempio sul progetto del Treno delle Dolomiti o sull'autostrada Valdastico Nord, all'attivismo infrastrutturale del Veneto fanno da contraltare le preoccupazioni ambientali di Trento e Bolzano.

Le Olimpiadi delle Dolomiti, nell'idea di Zaia, sarebbero "a impatto zero".

Da Torino, intanto, arriva l'eco delle fibrillazioni interne alla maggioranza della sindaca Chiara Appendino che il 10 marzo in un post su Facebook ha proposto la presentazione di una manifestazione d'interesse al Cio sulla base di olimpiadi "diverse" ovvero green, vent'anni dopo i Giochi invernali del 2006 nel capoluogo piemontese. "Le regole attuali del Comitato olimpico internazionale - ha spiegato Kompatscher - non consentono di organizzare dei Giochi "sostenibili". Con la benedizione di Beppe Grillo. "Sarà un progetto di Olimpiadi a impatto zero - ha assicurato Zaia andando così incontro anche ai desiderata del Cio - senza nuovo cemento, che valorizzerà il già straordinario patrimonio tecnico, sciistico e impiantistico, l'ambiente, la storia e il pregio delle Dolomiti, mettendo anche a frutto l'esperienza che il Veneto sta facendo con i Mondiali di Cortina 2021 e le caratteristiche dell'intero Dolomiti Superski".

Ma Zaia non demorde, anche di fronte al passo indietro ventilato da Bolzano: "Se diciamo che facciamo una cosa la facciamo". La cui solidità è però, come abbiamo visto, tutta da verificare.

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