Vodafone: aumento costi per clienti privati con SIM dati

Vodafone: aumento costi per clienti privati con SIM dati

Vodafone: aumento costi per clienti privati con SIM dati

Allo stato attuale non siamo in grado di quantificare l' "altezza dello scalino" che coinvolgerà i singoli casi tariffari poiché sarà comunicato dall'operatore in una comunicazione ad personam.

Vodafone ha ufficializzato il rincaro delle tariffe delle SIM dati (ricaricabili e ad abbonamento) e dei contratti residenziali a partire rispettivamente dal 10 giugno e dal 10 luglio 2018. L'entità dell'aumento sarà comunicata dal gestore con precisione ai coinvolti con almeno 30 giorni di anticipo.

Per tutti questi, chi prima e chi dopo, aumenta il canone mensile per un prezzo variabile da 1,50 euro a 2 euro. Per le offerte riguardanti la telefonia fissa, i nuovi rinnovi mensili partiranno il 5 aprile 2018, ma per i clienti dell'operatore rosso ci saranno nuove sorprese anche nei mesi successivi, in particolare per clienti fissi e SIM dati.

Solite scuse per fare cassa.

Da ricordare che i clienti che decideranno di recedere e hanno un'offerta che include telefono, tablet, Mobile Wi-Fi, Vodafone TV o prevede un contributo di attivazione a rate continueranno a pagare, le eventuali rate residue addebitate con la stessa cadenza e con lo stesso metodo di pagamento che hanno scelto.

Il diritto di recesso può essere esercitato gratuitamente su variazioni.vodafone.it o inviando una raccomandata A/R a Servizio Clienti Vodafone, casella postale 190 - 10015 Ivrea (TO) o via PEC all'indirizzo vodafoneomnitel@pocert.vodafone.it, esplicitando la causale sopraindicata ("modifica delle condizioni contrattuali").

In caso di recesso, per non perdere il numero, dovranno anche passare contestualmente ad altro operatore senza costi di disattivazione. Questi importanti annunci che vedono l'azienda voler puntare molto sulla formazione delle nuove generazioni, sono stati dati durante la pubblicazione dei risultati di una ricerca che sottolinea come i giovani tra i 18 e i 24 anni non credano di possedere le giuste competenze per poter lavorare e competere nella digital economy, nonostante facciano parte della generazione dei così detti "nativi digitali".

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