Arrestato Antonello Montante, l'ex presidente Confindustria Sicilia che frequentava i boss

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Arrestato l'imprenditore Montante L'accusa della Dda: corruzione

Il provvedimento di arresti domiciliari notificato ora a Montante (che da anni gira con la scorta) affonda le radici in un'indagine iniziata due anni fa con l'avviso di garanzia per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa.

Un blitz della Squadra Mobile di Caltanissetta mette ai domiciliari Antonello Montante, ex Presidente di Sicindustria, ex delegato nazionale alla legalità per la confederazione degli industriali, attuale Presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta e Presidente di Retimpresa Servizi srl di Confindustria Nazionale; è noto per essere stato il paladino antimafia di Confindustria. Montante, infatti, era finito sotto inchiesta per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa a seguito delle accuse di alcuni pentiti, respinte dall'imprenditore, tra i protagonisti della svolta antiracket di Confindustria, su cui in questi anni l'inchiesta a carico dell'imprenditore ha addensato nubi di sospetti. Nel 2008, allora a capo di Confindustria Caltanissetta e numero due di Sicindustria, era stato nominato cavaliere del lavoro. Oltre a Schifani, c'è il generale Arturo Esposito, ex direttore del servizio segreto civile oggi in pensione. Ma l'avviso di garanzia ricevuto a gennaio 2016 aveva gettato più di un'ombra sul suo operato.

Insieme a Montante, sono state poste agli arresti altre cinque persone, tutte aidomicialiri. L'accusa per Montante, scrive Repubblica, è di "associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di esponenti delle forze dell'ordine" e tra gli altri arrestati ci sono diversi membri delle forze dell'ordine, sospettati di aver collaborato a una grossa operazione di spionaggio organizzata da Montante ai danni delle istituzioni pubbliche. Gli infedeli appartenenti delle Forze dell' ordine corrotte, sarebbero state ripagate con regali e assunzioni di familiari. Si sarebbero ripetuti nel tempo tentativi di depistaggio di indagini, che non hanno sortito l'effetto sperato perché le intercettazioni hanno puntualmente anticipato le mosse.

Antonello Montante è stato un simbolo dell'antimafia in Sicilia. La procura parla di "rapporti qualificati" tra l'indagato ed esponenti mafiosi di Serradifalco, facendo riferimento alle dichiarazioni dei pentiti Pietro Riggio, Aldo Riggi, Salvatore Dario Di Francesco e Carmelo Barbieri. Proprio indagando su quei presunti legami dell'imprenditore con uomini Cosa nostra, gli investigatori si sono resi conto che la loro attività veniva monitorata da altri colleghi. Lui che alla lotta alla mafia sostiene di avere dedicato ogni sforzo.

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