Gerusalemme, inaugurazione ambasciata Usa: scontri a Gaza, 58 morti

Ivanka Trump con il marito Jared Kushner a Gerusalemme

Gerusalemme, oggi apre l'ambasciata Usa nella Città Santa: tensione altissima

Tra le vittime c'è una bimba di soli 8 mesi, rimasta intossicata dopo aver inalato gas lacrimogeni.

La cerimonia di inaugurazione della nuova sede diplomatica, infatti, ha innescato una nuova spirale di violenza lungo la barriera di confine tra Israele e la Striscia di Gaza, provocando sanguinosi scontri con un bilancio provvisorio di oltre cinquanta morti e più di 1.500 feriti tra i palestinesi, nonostante l'aviazione israeliana avesse giá lanciato, nella giornata di ieri, numerosi volantini sulla Striscia invitando i palestinesi a tenersi lontano dal confine e a non partecipare alle manifestazioni di protesta. "La nostra speranza - ha aggiunto - è per la pace e gli Stati Uniti restano impegnati per un accordo di pace". In particolare a Betlemme e ad Hebron, ma sono segnalati in altre località come Kalandia, a nord di Gerusalemme. "Congratulazioni!" twitta Donald Trump sul suo profilo social. Inizialmente il presidente Usa aveva espresso l'auspicio di assistere all'inaugurazione, "ma alla fine a rappresentarlo ci saranno la figlia Ivanka con il marito Jared Kushner, già arrivati a Gerusalemme", ha spiegato l'Ansa su fonti Medio Oriente. Ayman al-Zawahiri, capo dell'organizzazione terroristica fondata da Osama bin Laden, in un video ha lanciato un appello alla jihad contro l'America. "Quando il presidente Trump fa una promessa, la mantiene", ha aggiunto. Un grande giorno per Israele.

Ma con evidenza, Trump l'ha abbandonata, la ritiene fallita e improponibile e si sposa con l'estremismo del Likud e dell'ala destra dei coloni israeliani nella certezza - non infondata - che il popolo palestinese non riuscirà neanche a unificare se stesso - diviso come è nella componente filo Abu Mazen e in quella di Hamas, l'una contro l'altra armate - e men che meno accetterà mai un compromesso con uno Stato degli Ebrei del quale nega la legittimità anche per profonde motivazioni religiose e coraniche.

"Dio benedica Gerusalemme, capitale indivisa di Israele". Come si legge in un tweet del portavoce del ministero a Gaza, Ashraf al-Qudra, servono "con urgenza medicinali e materiale di pronto soccorso visto l'afflusso di centinaia di morti e feriti in seguito all'escalation sionista a est della Striscia di Gaza". Oggi, peraltro, si celebra l'anniversario della Nakba, la "catastrofe" per gli arabi, il colossale esodo di 700mila palestinesi dopo la creazione dello Stato di Israele nel 1948. In una dichiarazione l'esercito israeliano afferma che "sta rispondendo con mezzi e uso di armi da fuoco per disperdere rivolte e che sta operando secondo le procedure standard" nel rispondere a 35mila "rivoltosi". Forte condanna anche dall'Egitto. "Non lasciatevi usare cinicamente come dei burattini da Hamas", continua il volantino che conclude: "State lontani dalla barriera di sicurezza", e avvisa del fatto che l'esercito risponderà "ad ogni tentativo di danneggiarla o mettere in pericolo militari o civili israeliani". Il Paese più potente del mondo oggi ha aperto a Gerusalemme la sua ambasciata.

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